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Salvini a Grillo: alleiamoci per cancellare la Fornero. Pensioni a 62 anni promessa elettorale

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Matteo Salvini offre l’alleanza a Beppe Grillo (foto Ansa)

ROMA – Salvini a Grillo: a lui, a Grillo chiederei i voti. Per una causa santa e superiore: cancellare la legge Fornero sulle pensioni. Lo ha appena detto Matteo Salvini e certo che diceva sul serio. Era di buon umore Salvini mentre lo diceva, sorridente officiava la cerimonia di benvenuto nella Lega non più Nord di due ex fittiani (Raffaele Fitto, una volta Forza Italia). Ex fittiani Nuccio Altieri e Roberto Marti, due deputati ma soprattutto due pugliesi, due meridionali. Esposti quindi dal signore della Lega non più Nord come prova vivente che coi meridionali si può.

Era di buon umore Salvini e diceva sul serio: “Se mi serve un voto per cancellare la legge Fornero lo chiederò a Grillo“. Se gli serve, e come potrebbe servirgli, da dove potrebbe servirgli quel voto o quei voti per cancellare la legge Fornero? Il retro pensiero, neanche tanto retro, il testo non scritto ma chiaramente leggibile delle parole di Salvini dice che quel voto per cancellare la legge Fornero gli servirebbe dal governo, stando al governo, avendo almeno vinto le elezioni 2.018.

Ma quelle elezioni Salvini è probabile che le vinca in alleanza con Berlusconi e Meloni. Da solo Salvini non le vince certo. E forse la Meloni chi sa, ci sta. Ma Berlusconi a cancellare la legge Fornero sulle pensioni ci starebbe pure ma sa che se lo fa manda all’aria, in malora e al macello i conti pubblici e perfino l’intero sistema pensionistico italiano. Chi cancella la legge Fornero, e cioè la pensione a 66/67 anni (in teoria la madia reale è ancora 62 anni e mezzo) è come un giocatore si sette e mezzo che chiede carta, carta e inevitabilmente…sballa. E di sballare mentre governa Berlusconi ne sa qualcosa e non vuol ripetere l’esperienza.

E allora Salvini, ad elezioni vinte con Berlusconi, quel voto anti Fornero lo chiederà davvero a Grillo e M5S? Potrebbe, ci sono molte distanze tra Lega e M5S. Ma anche molte affinità…elettive. Le pensioni appunto e i migranti. E soprattutto quel comune batter di cuore al ritmo antisistema. Non sogna ad occhi aperti Salvini, qualche intesa, operativa intesa, con Grillo e Di Maio la potrebbe trovare e praticare.

Forse, si vedrà. Quel che è certo e già si vede è che le pensioni a 62 anni, il ritorno ad andare in pensione a 62 anni, lo sconto e il regalo agli italiani di andare in pensione cinque anni prima della legge che c’è…tutto questo pensionare all’indietro, smontare e cancellare la Fornero sarà promessa elettorale. Mica solo di Salvini. Lui si è solo portato avanti con il lavoro. Il lavoro di convincere gli italiani ad andare in pensione cinque anni prima di quanto non dica Fornero la strega cattiva. Non sarà un lavoro difficile. A patto di non far sapere che, mandati in pensione a 62 anni, quelli che nel 2018 ne avranno 60 o 61 di anni, poi la conseguenza sarà che l’ufficio pensioni chiude e quelli che vengono dopo se la prendono…in quel posto.

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