Sardegna, elezioni regionali: la Lega cerca il bis, M5s teme un nuovo crollo

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 23 febbraio 2019 21:04 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2019 8:13
Sardegna, elezioni regionali: la Lega cerca il bis, M5s teme un nuovo crollo

Sardegna, elezioni regionali: la Lega cerca il bis, M5s teme un nuovo crollo

MILANO  – Secondo prova regionale in poche settimane per il governo gialloverde. Oggi, domenica 24 febbraio, va al voto la Sardegna, dove il vicepremier Matteo Salvini punta ad un’ampia vittoria, bissando quanto accaduto in Abruzzo, dove la Lega è stata determinante per il centrodestra, mentre il M5s teme un nuovo tracollo. 

E dire che un anno fa, alle politiche del 4 marzo 2018, i pentastellati trionfarono in Sardegna con il 42% dei voti. Questa volta, però, il risultato pare tutt’altro che scontato. Il candidato governatore M5s Francesco Desogus affronta Christian Solinas, senatore di Lega-Psd’Az per il centrodestra, e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari che guida la coalizione di centrosinistra e che, al contrario dei suoi avversari, non ha voluto l’arrivo in campagna elettorale dei big nazionali, ad ennesima testimonianza della crisi della sinistra. 

Per l’elezione del successore di Francesco Pigliaru (centrosinistra), che non si è ricandidato, sono in lizza oltre a Solinas, Zedda e Desogus altri quattro aspiranti governatori: Mauro Pili (Sardi liberi), Andrea Murgia (Autodeterminazione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda).

Si vota solo domenica 24 febbraio dalle 6:30 alle 22, mentre lo scrutinio dei voti inizierà lunedì 25 febbraio alle 7. Non è previsto il ballottaggio: la legge elettorale regionale, infatti, prevede che venga eletto presidente il candidato che ottiene la maggioranza dei voti.

E’ prevista, per la prima volta, la doppia preferenza di genere: si potranno indicare nella scheda due nomi di candidati, un uomo e una donna della stessa lista.

Fonte: Ansa