Strage in Nigeria, Terzi Sant’Agata: “Onu difenda la libertà di religione”

Pubblicato il 27 Dicembre 2011 8:56 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2011 9:04

ROMA – Un episodio ''di efferata barbarie compiuto da un folle estremismo che colpisce nel momento piu' sacro la comunita' dei cristiani''. Cosi' il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata esprime in un'intervista al Messaggero la sua condanna dei sanguinosi attentati di Natale in Nigeria contro chiese cristiane rivendicati dal gruppo terrorista di matrice islamica Boko Haram.

Questo, aggiunge il titolare della Farnesina, non e' pero' solo il momento di ''declamazioni di condanna'', ma anche il tempo ''di proseguire le iniziative e i piani di azione'' avviati nell'Ue, all'Onu e nell'Alleanza per le civilta', ''per una ripresa del dialogo tra le societa' civili e per dare incoraggiamento e assistenza ai governi delle nazioni colpite''.

Questo governo, assicura Terzi, ''continuera' l'azione che e' stata svolta dall'Italia negli ultimi anni, talvolta con non poche difficolta'. Su impulso italiano – ricorda -, nel luglio 2010 la Ue ha adottato un piano d'azione per la tutela della liberta' religiosa nel mondo''.

All'Onu, aggiunge, ''l'Italia ha una leadership chiara, accresciutasi negli anni, sull'affermazione dei diritti umani. Il tema della liberta' religiosa, per la sua portata etica e la sua dimensione, deve essere un presupposto per il dialogo internazionale''.

Il ministro interviene anche sui rapporti dell'Italia con la Libia e gli Usa. Dal nuovo governo di Tripoli, spiega, l'Italia e' ritenuta ''un partner fondamentale per aiutare nella ricostruzione sulla base della riattivazione, gia' dichiarata, del Trattato di amicizia e di cooperazione bilaterale''.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, afferma, ''in questo momento l'America guarda all'Italia come elemento chiave nel contributo alla stabilizzazione dell'Eurozona e a un rilancio del processo di integrazione europeo che contribuisce in modo risolutivo alla stabilita' dei mercati finanziari internazionali''.