Tav e No-Tav, Stefano Rodotà: “Ho querelato Alfano, mi aspettavo le sue scuse”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 13:02 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 13:30
Tav e No-Tav, Stefano Rodotà: "Ho querelato Alfano, mi aspettavo le sue scuse"

Tav e No-Tav, Stefano Rodotà: “Ho querelato Alfano, mi aspettavo le sue scuse” (LaPresse)

ROMA, 24 SET – “Ho querelato Alfano, mi sarei aspettato le sue scuse“: Stefano Rodotà, intervistato da Radio Capital torna sulla polemica scoppiata per le sue parole a commento del comunicato di Davanzo e Sisi del Pcpm (Partito comunista politico militare, assimilato dagli inquirenti alle “nuove Br”) sulle lotte No Tav.

L’ex garante della Privacy ha dichiarato: “Ho querelato Alfano, mi sarei aspettato le sue scuse. L’aggressione di cui sono stato oggetto è stata indecorosa. Sono rimasto sbalordito e indignato per le reazioni alle mie parole. Erano molto chiare, se dico l’appello delle Br era deprecabile, con un minimo di intelligenza e buon uso della lingua italiana, si capisce che se dopo dico che l’appello era comprensibile non intendo che era giustificabile perché sarebbe una contraddizione. Comprensibile vuole dire: cosa vi aspettate da questo residuo delle Br?”.

Poi Rodotà rincara la dose contro chi lo ha attaccato: “Sono stato colpito dal fatto che tra i politici che mi hanno rivolto molte critiche siano emersi personaggi che in passato sono stati piduisti, appartenenti a un partito come la DC che negoziò con il capo della camorra Raffaele Cutolo quando fu rapito Ciro Cirillo. Ho ricevuto critiche da chi si aggirava nel MSI teorizzando e praticando la violenza, da chi era nel Psi e aveva attaccato Pertini perché sosteneva la linea della fermezza. Io ero dalla parte opposta, sono limpido”.

La resistenza violenta al tunnel per la linea Tav Torino-Lione? “Ho sempre sostenuto che tra la democrazia e la violenza c’è incompatibilità”, conclude.

Rodotà individua nel presidente Giorgio Napolitano “il vero sostegno in una situazione difficile, più che incerta, con una politica che avrebbe bisogno di un orizzonte più largo mentre l’orizzonte di accorcia sempre di più, c’è una sorta di attesa spasmodica di quello che accadrà la mattina dopo per sapere se il governo durerà o no”.

Giusto dunque il richiamo a evitare rotture? “Certo – risponde Rodotà – il suo è un ruolo importante in un momento difficile, il Presidente si è votato ormai a questo compito di garantire la stabilità del governo”.

E Beppe Grillo, in questo contesto si è eclissato, è più defilato? “Lui continua a fare la sua parte – risponde Rodotà – ma anche lui è prigioniero di questo clima di incertezza. Incertezza anche nel suo mondo, perché le fibrillazioni non ci sono solo nel Pd, nel Pdl, ma anche nel M5S, che pure ha fatto azioni positive come l’ostruzionismo sul ddl che modifica le procedure di revisione della Costituzione. Comunque ho visto i sondaggi e la debolezza del governo sta dando una rendita di posizione a Grillo”.