Tav, Salvini: “No voto scambio col caso Diciotti”. Di Maio: “No alla supercazzola” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2019 13:39 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2019 17:22
Tav, Salvini: no a voto scambio, trovare accordo. Di Maio: Supercazzola

Tav, Salvini: “No voto di scambio col caso Diciotti”. Di Maio: “Ridimensionarla? E’ supercazzola”

ROMA – Non si placano le tensioni nel governo giallo-verde sulla Tav. Da un lato c’è il vicepremier leghista Matteo Salvini che sostiene la Torino-Lione e ai compagni di governo dice: “No al voto di scambio con il caso Diciotti”. La risposta del vicepremier M5s Luigi Di Maio non si fa attendere: “Ridimensionare la Tav? E’ una supercazzola, non si farà”. Anche il leghista e governatore del Veneto Luca Zaia la mattina del 3 febbraio lancia benzina sul fuoco: “Per la gente del Nord il no è inaccettabile”.

Dopo un sabato turbolento fatto di botta e risposta tra Di Maio, Alessandro Di Battista e Salvini, a scatenare ancora di più gli animi è stata in serata l’indiscrezione da fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture di un’analisi costi-benefici dell’opera a saldo “fortemente negativo”. Salvini prova a tendere una mano a M5s, parlando di “ridimensionamento” e di “trovare un accordo”, ma le buone intenzioni vengono rispedite al mittente.

La mattina di domenica 3 febbraio la polemica s’infiamma. Per il leghista Zaia il cantiere non può essere bloccato: “Salvini al cantiere della Tav non è stata una provocazione ma un semplice atto di coerenza. La Lega non ha mai cambiato idea: l’opera va fatta. Se il no è una scelta politica, lo si dica ad alta voce, senza perdere altro tempo. Noi siamo disponibili a ragionare sul come farla, ma che si debba realizzare non si discute. Per la gente del Nord uno stop sarebbe inaccettabile”.

La Lega sembra pronta a proseguire per la sua strada e a metà mattina Salvini dichiara: “Non siamo al mercato, io ti dò questo tu mi dai quello, è roba di vecchi governi, non ho bisogno di aiutini, ho fatto il ministro, io blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa e fermo i morti e le partenze, l’ho fatto, lo farò, poi sulla Tav aspettiamo i numeri”.

Poi un nuovo messaggio di “pace” ai suoi compagni di governo pentastellati: “Decidono gli italiani, che hanno bisogno di viaggiare di più, di inquinare di meno, di spendere di meno. Non rispondo alle polemiche, il tempo lo investo lavorando e credo che il Governo, come ha fatto in questi mesi, troverà la soluzione migliore, perché lasciare 20 chilometri di buco sotto a una montagna non mi sembra utile né agli italiani né a nessun altro. C’è bisogno di viaggiare di più e meglio, se un’opera mi costa meno finirla che fermarla è evidente dove sta la ragione. Però, ripeto, col buon senso l’accordo si trova”.

Parole che però non sembrano essere piaciute a Di Maio, che ribatte: “Finché ci sarà il Movimento al Governo, la Tav non si farà. Ridimensionata? Il tema non è il ridimensionamento dell’opera: se diciamo queste cose, parliamo di una supercazzola. Per me valgono le priorità: in questo governo ce lo siamo detti chiaramente dall’inizio, ci sono cose su cui siamo d’accordo e altre no. Lavoriamo su quelle su cui siamo d’accordo, altrimenti devo concludere che si spinge su cose su cui non siamo d’accordo per creare tensioni nel governo? Io non lo consiglio”.

Ai dubbi sull’uso della Tav e sull’analisi costo-benefici, però, Zaia in un’intervista al Corriere della Sera continua a sostenere l’opera: “Quando fu costruita l’Autostrada del Sole solo un italiano su 10 aveva l’auto. Se avessero guardato solo ai benefici immediati non l’avrebbero mai fatta. Noi ci affidiamo in toto a Matteo Salvini che in questi primi 8 mesi di governo ha dimostrato di saper decidere nell’interesse dei cittadini”.

E c’è anche chi, come Mariastella Gelmini di Forza Italia, sostiene che l’analisi dei costi-benefici sia una fake news organizzata ad hoc: “Tav: sì, no, forse… In queste ore ne stiamo sentendo davvero delle belle. E credo sia arrivato il momento di dire chiaramente agli italiani che la fantomatica analisi costi-benefici è una fake news, una bufala appaltata ai comitati no Tav, priva di valore effettivo. La Torino-Lione è un’opera che serve all’Italia. Non farla, costa di più in opere di ripristino e penali che comunque pagherebbero i cittadini. I grillini si scordino di mettere ancora le mani nelle tasche degli italiani, Salvini tragga le conclusioni. Basta indugi! #SiTav”. 

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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