Hugo Chavez operato. Venezuela ammette complicazioni: “Prepararsi a scenari difficili”

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 0:11 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2012 0:13
Hugo Chavez

Hugo Chavez

CARACAS  – Durante la lunga operazione di martedì 11 dicembre a Cuba Hugo Chavez ha avuto ”un’emorragia”, fatto che ha portato a delle ”complicazioni”: sono le ultime novità rese note da Caracas sul decorso post-operatorio del leader ‘bolivariano’, che si sta comunque riprendendo ”in modo progressivo e favorevole”.

In tutto il Paese, e cioè nei 23 stati del Venezuela, domenica 16 si voterà per le elezioni regionali. Ma la nazione ha la testa altrove, e cioè all’Avana, visto che al di là delle dichiarazioni ufficiali, è chiaro che le condizioni di salute del leader ‘bolivariano’ rimangono critiche.

Chavez – 58 anni, alla sua quarta operazione contro il cancro – si sta riprendendo ”in modo progressivo e favorevole’‘, ha sottolineato il ministro dell’informazione, Ernesto Villegas. Subito dopo, Villegas ha confermato la delicatezza dell’ operazione, durante la quale sono ”sorte complicazioni per un’emorragia che hanno richiesto un intervento, consentendo così di riportare la situazione sotto controllo”.

Se tale ”evoluzione favorevole proseguirà, si prevedono cure specifiche orientate al pieno recupero – ha concluso il ministro – delle condizioni di salute” del malato. Le redini del paese rimangono intanto in mano al vicepresidente Nicolas Maduro, designato ‘erede’ al vertice del potere dallo stesso Chavez. Mercoledì 12 dicembre, il delfino del leader ‘bolivariano‘ non ha nascosto le condizioni molto serie del presidente, invitando il ‘pueblo’ venezuelano a restare ”unito” ma anche ”preparato” a eventuali cattive notizie. Tra i fatti più commentati in queste ore a Caracas ci sono non solo le sue dichiarazioni ma anche il tono di voce, l’evidente commozione nell’intervento fatto dal Palazzo Miraflores, sede della presidenza. ”Dovremo vivere – ha ammonito Maduro – scenari difficili”.

E infatti, tutti gli ‘scenari’ dei quali si parla a Caracas rimangono complessi, delicati e pieni di incognite. Sulle reti sociali gira ogni tipo di voce. Molti rumors parlano della morte del presidente, fatto smentito da un altro dei ‘big’ del potere ‘chavista’, e cioè il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello, il quale ha condannato ”i demoni della controinformazione”. Su Twitter si afferma per esempio che il governo avrebbe intenzione di rendere nota pubblicamente la morte di Chavez il 17 dicembre, in coincidenza con la data della morte di Simon Bolivar, il padre della patria venezuelana.

Ingegnere e molto vicino ai militari, Cabello viene considerato un rivale di Maduro, vicepresidente da qualche giorno ma ministro degli Esteri ormai da tempo: un uomo che ha quindi avuto tutto il tempo per tessere rapporti con la Cuba dei fratelli Castro e all’interno dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud), creata nel 2007 per dare proiezione regionale al ‘progetto bolivariano’. Al di là delle dichiarazioni di facciata, l’assenza di Chavez ha riacceso la competizione fra i diversi papabili che puntano a ‘Miraflores’. E non è un caso che nel drammatico discorso nel quale diede l’annuncio dell’operazione, Chavez aveva alla sua destra Cabello e alla sinistra Maduro.