Il Papa invoca una pace”giusta e duratura” per Ucraina e Palestina e ricorda le sofferenze dei cristiani nel mondo

Il Papa invoca una pace”giusta e duratura” per Ucraina e Palestina e ricorda le sofferenze dei cristiani di Nigeria, Congo e gli effetti del clima in Mongolia

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 25 Febbraio 2024 - 19:07
Il Papa invoca una pace”giusta e duratura” per Ucraina e Palestina e ricorda le sofferenze dei cristiani nel mondo

Il Papa invoca una pace”giusta e duratura” per Ucraina e Palestina e ricorda le sofferenze dei cristiani nel mondo

Sorpresa all’Angelus domenicale in San Pietro: il Papa, nonostante il “il lieve stato influenzale” (Sala stampa vaticana) si è regolarmente presentato a mezzogiorno alla finestra del Palazzo apostolico. Visibilmente ansioso di manifestare la sua preoccupazione e il suo dolore per le guerre in corso. E rinnovare le sue accorate suppliche perché si arrivi al più presto ad una “pace giusta e duratura”.

UCRAINA, PALESTINA,NIGERIA, CONGO
Tre i conflitti citati dal Pontefice. Ed ha cominciato con l’Ucraina, nel secondo anniversario della aggressione russa al “martoriato “ Paese. Ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza per la popolazione che soffre “un conflitto che sta diventando terribilmente lungo e di cui non si intravede la fine”. E poi “una guerra che non solo sta devastando quella regione d’Europa, ma scatena una ondata globale di odio e paura”.

Papa Francesco ha auspicato che si ritrovi  un po’ di umanità per una soluzione diplomatica. In seguito ha esortato a “ non dimenticare i bambini che soffrono a Gaza e in Palestina senza dimenticare di pregare per Israele e i tanti popoli dilaniati dalla guerra e di aiutare concretamente chi soffre”. Successivamente ha espresso tutta la sua angoscia per i rapimenti in Nigeria e le violenze in Congo.

LA VICINANZA ALLA MONGOLIA COLPITA DA UN FREDDO ESTREMO
Il Papa ha infine citato la crisi climatica che ha messo in ginocchio  la Mongolia, il Paese asiatico che confina con Russia e Cina. Un Paese di steppe e cultura nomade visitato il 31 agosto dell’anno scorso e dal Pontefice definito “un popolo piccolo in una terra grande”. Per la Mongolia è tornato a chiedere scelte coraggiose per arginare una crisi climatica che sta provocando gravi conseguenze umanitarie.