Impeachment Trump, la speaker Nancy Pelosi: “In gioco la nostra democrazia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 18:37 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 18:37
Impeachment Trump, la speaker Nancy Pelosi: "In gioco la nostra democrazia"

Nancy Pelosi (Ansa)

WASHINGTON –  “Le sue azioni hanno violato seriamente la costituzione, è in gioco la nostra democrazia. Il presidente non ci lascia altra scelta che agire”: la speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, non ha usato giri di parole nella dichiarazione trasmessa oggi, 5 dicembre, in diretta tv sull’impeachment di Donald Trump, dopo aver ricordato come in “America nessun è al di sopra alla legge, il presidente non è al di sopra della legge”.

“Oggi chiedo ai nostri presidenti di commissioni di procedere con gli articoli di impeachment”, ha detto la speaker democratica. Non ha specificato i tempi del voto, ma l’annuncio aumenta la possibilità che avvenga prima della pausa per le vacanze di Natale.

LA REPLICA DI TRUMP – “I democratici, nullafacenti di estrema sinistra, hanno appena annunciato che cercheranno di mettermi in stato d’accusa sul nulla. Hanno appena abbandonato la ridicola ‘cosa’ di Mueller (l’inchiesta sul Russiagate, ndr), quindi ora appendono il cappello su due telefonate totalmente appropriate (perfette) con il presidente ucraino”, ha replicato il presidente americano su Twitter, sostenendo che “questo significa che l’importante e quasi mai usato atto dell’impeachment sarà usato in modo abituale per attaccare i futuri presidenti”.

LE TAPPE – Con l’atto di accusa della Camera formulato oggi da Pelosi, l’inchiesta di impeachment per Trump entra in una fase cruciale. I membri dell’aula esprimeranno il loro parere sugli articoli per la messa in stato di accusa del presidente americano, che per i democratici ha fatto pressione sull’Ucraina per ottenere un vantaggio personale in vista delle presidenziali 2020.

Per l’approvazione serve la maggioranza semplice dei voti: essendo i membri 435, basterà la metà più uno, 218. Alla Camera i democratici detengono la maggioranza con 233 voti, contro i 197 dei repubblicani. Completano il conteggio un indipendente e quattro seggi vacanti. I rappresentanti voteranno ogni singolo articolo, per cui potrebbe verificarsi la situazione in cui l’impeachment venga votato ma non per tutti gli articoli in cui si contestano “condotte criminose” o “illegittime”. Bill Clinton, per esempio, venne dichiarato “processabile” per “spergiuro” e “ostruzione alla giustizia”, ma non per “abuso d’ufficio”.

La scrittura degli articoli rappresenta un passaggio chiave nella procedura di impeachment. La Costituzione americana stabilisce che i reati per cui può scattare l’incriminazione vanno da tradimento a corruzione ad “altri gravi crimini e comportamenti scorretti”. Il presidente non è ufficialmente incriminato fino a quando la Camera non vota, a maggioranza semplice, l’approvazione degli articoli dell’impeachment. Anche il passaggio di un solo articolo comporta l’approvazione dell’impeachment.  

L’approvazione dell’impeachment, secondo quanto stabilisce la Costituzione, apre il processo finale che si svolge al Senato dove servono i due terzi dei voti dei cento senatori per rimuovere il presidente della Casa Bianca. Ma in questo organo del Congresso la maggioranza è repubblicana, con 53 voti contro i 47 democratici. Per ottenere la rimozione di Trump, ai liberal servono 67 voti. Il processo al Congresso prevede anche la partecipazione del Giudice capo della Corte Suprema. Quello attuale è John Glover Roberts Jr, 64 anni, repubblicano. 

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LA POSIZIONE DI BIDEN – “No, non andrò a testimoniare al Senato sull’impeachment per lasciare che distraggano gli americani”: così il favorito alle primarie democratiche, Joe Biden, ha risposto in merito all’eventualità che il Senato possa convocarlo a testimoniare, come auspicato dal presidente Trump, sul caso Ucraina. “Il presidente – ha aggiunto Biden – è quello che ha commesso crimini da impeachment e non lascerò che si distolga lo sguardo da lui. Non permetterò a nessuno di spostare l’attenzione. Come me lo avete sentito dire molte volte, lui è preoccupato dalla corruzione, io ho rilasciato per ventuno anni la dichiarazione dei redditi, lasciamo che lo faccia anche lui”. 

Trump ha accusato più volte Biden di aver salvato il figlio, Hunter, da un’inchiesta sulla corruzione che aveva coinvolto l’azienda ucraina del gas in cui Hunter ricopriva un ruolo nel consiglio d’amministrazione. Il procuratore generale ucraino era stato rimosso al tempo in cui Biden era vicepresidente degli Stati Uniti con delega sull’Ucraina. (Fonti: Agi, Ansa)