India bombarda in Pakistan base Esercito Maometto. Islamabad: “Reagiremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Febbraio 2019 14:31 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2019 16:55
India bombarda Pakistan base Esercito Maometto. Islamabad: "Reagiremo"

India bombarda in Pakistan base Esercito Maometto. Islamabad: “Reagiremo” (foto Ansa)

ROMA – India bombarda in Pakistan, aerei cacciabombardieri dell’aviazione indiana hanno bombardato e colpito un campo base in territorio pakistano. Campo base secondo il governo indiano del cosiddetto Esercito di Maometto. Denominazione assunta in Pakistan dall’organizzazione armata degli Jihadisti sunniti diretti discendenti e riedizione di Al Queda. La versione di Nuova Delhi è trionfalistica: addirittura trecento i miliziani dell’Esercito di Maometto uccisi. Trecentocinquanta morti significherebbero almeno 1.500 feriti, quindi un campo base con almeno diecimila persone lì raccolte e mobilitate. Improbabile, almeno nelle dimensioni.

Per quanto trionfalistica la versione indiana, tanto reticente e improbabile quella pakistana. Islamabad nega vi sia stato un campo, nega vi siano stati morti, sostiene i cacciabombardieri indiani abbiano scaricato bombe nella foresta per poi fuggire in tutta fretta non appena si era levata in volo la caccia pakistana. Nega anche il Pakistan che l’Esercito di Maometto sia organizzazione armata terroristica. E la cosa non sorprende dato il pluridecennale appoggio dei militari e governi pakistani all’estremismo islamista.

Con il sostegno di vasti settori della pubblica opinione il Pakistan è probabilmente la più compiuta e rigida teocrazia del pianeta. In Pakistan più ancora che in Iran la legge religiosa è legge di Stato, l’inosservanza religiosa è crimine, le altre fedi sono tradimento dello Stato. In Pakistan più che altrove sul pianeta la teoria e la prassi della guerra a chi rende impuro il mondo trovano radicamento e appoggi. In nome dell’identità musulmana. Identità sulla quale il Pakistan è nato, identità religiosa forgiata nel sangue di una guerra di religione, anzi di un reciproco massacro religioso, con l’India nel giorno della spartizione e della creazione dei due Stati.

India e Pakistan hanno già combattuto tra loro, brevi guerre ad alta intensità. L’ultima per il Kashmir, anch’esso spartito tra le due nazioni. Pochi giorni fa, il 14 febbraio, nel Kashmir indiano attentato e 42 morti tra i paramilitari indiani. Di qui il raid aereo sul territorio pakistano, la rappresaglia. Cui è seguita la minaccia pakistana: “Reagiremo”.

Minaccia non certo presa alla leggera in India dove già altre volte squadre d’azione suicida islamiste provenienti dal Pakistan hanno fatto massacri. India che peraltro vive una fase di accentuata isteria collettiva a sfondo induista alimentata e non certo sedata dal governo in carica.

India e Pakistan quindi, due paesi che coltivano, sviluppano ed esasperano intolleranza religiosa. Paesi che entrambi individuano l’altro come storicamente nemico. Paesi che con frequenza intermittente si scambiano minacce e preparativi di guerra. E i cui aerei da guerra si sono ieri affrontati nei cieli. Paesi entrambi dotati di armi nucleari. Paesi dotati entrambi di popolare voglia di guerra santa.