Libia: Haftar minaccia blocco del petrolio. Allarme Onu: “Una catastrofe”

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 18 Gennaio 2020 14:08 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2020 14:08
Libia: le forze pro Haftar minacciano blocco del petrolio. Allarme Onu: "Una catastrofe"

Libia: Haftar minaccia blocco del petrolio. Allarme Onu: “Una catastrofe” (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – La Libia blocca pozzi e esportazione di petrolio, e l’Onu lancia l’allarme parlando di una potenziale catastrofe. Sono le conseguenze della guerra civile interna e degli interventi della comunità internazionale (leggi l’invio di truppe di Erdogan) e i dissidenti del governo (leggi il generale Haftar) agitano lo spettro del ricatto economico per forzare la mano sul governo di Tripoli.

I ribelli dell’est della Libia: “Blocchiamo porti e campi petroliferi”.

Al Haliq Al Zawi, leader della tribù Zouaiya dell’Est libico, ha annunciato all’agenzia di stampa libica Lana l’intenzione di voler chiudere porti e campi petroliferi dell’est della Libia, sostenendo che “il movimento mira a prosciugare le fonti di finanziamento del terrorismo bloccando le entrate petrolifere, e a chiedere il ritorno della sede della compagnia petrolifera nazionale a Bengasi”.

Il capo tribale ha dichiarato che sono già stati chiusi il giacimento di Al Sarir e bloccato il porto petrolifero di Zueitina, e “domani assisteremo alla sospensione delle attività in tutti i giacimenti petroliferi e quindi alla sospensione di tutti i terminal nella parte est del paese”.

“La chiusura dei giacimenti e dei terminal petroliferi è una decisione puramente popolare. Sono stati i cittadini a decidere”, ha detto il portavoce delle forze pro-Haftar Ahmed Al-Mismari alla televisione libica Al-Hadath, vicina alle posizioni del generale Khalifa Haftar, riporta l’Afp. In una conferenza stampa nella notte, Mismari ha sottolineato che le forze pro-Haftar “non interverranno se non per proteggere le persone nel caso in cui si trovassero ad affrontare un pericolo”. Per Haftar, l’offensiva su Tripoli mira a liberare la capitale dei “terroristi”, in riferimento ai suoi rivali del governo di Tripoli.

L’allarme dell’Onu.

La missione Onu in Libia esprime “profonda preoccupazione per gli attuali sforzi per interrompere o compromettere la produzione di petrolio” nel Paese. “Questa mossa avrebbe conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico che dipende dal libero flusso di petrolio – si legge in un comunicato dell’Unsmil – e avrebbe effetti terribili per la situazione economica e finanziaria già deteriorata del Paese”. L’Unsmil reitera “l’importanza di preservare l’integrità e la neutralità della National Oil Corporation”.

Di fronte agli appelli e alle minacce di fazioni vicine al generale Khalifa Haftar, che comanda l’est della Libia compresa l’importante ‘mezzaluna petrolifera’, di bloccare i porti e gli impianti di petrolio della Cirenaica, l’Unsmil – alla vigilia della Conferenza di Berlino – “esorta tutti i libici a esercitare la massima moderazione, mentre i negoziati internazionali continuano a mediare la fine della lunga crisi della Libia, inclusa la raccomandazione di misure per garantire la trasparenza nella distribuzione delle risorse”. (Fonte Ansa).