Usa. La Palin dice che bruciare un corano è un diritto costituzionale, ma che non va fatto

Pubblicato il 9 Settembre 2010 14:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2010 14:54

Il pastore Terry Jones

E’ improbabile che questo cambi le cose, ma alle voci autorevoli che si sono levate contro il rogo di Corani che il pastore Terry Jones intende accendere l’11 settembre in memoriam dell’attaco alle torri gemelle si è aggiunta, in modo un pò singolare, anche quella di Sarah Palin, l’ex-governatrice dell’Alaska ed ex-candidata repubblicana alla vice-presidenza.

In un messaggio postato sulla sua pagina di Facebook la Palin dice che ”bruciare libri è antitetico con gli ideali americani”, e poi ricorda che ”la gente ha il diritto costituzionale di bruciare un Corano se così desidera”. Ma  aggiunge che ”un tale atto è una provocazione insensibile e inutile, proprio come lo è costruire una moschea vicino a Ground Zero”.

La Palin si rivolge direttamente al pastore Jones ed ai suoi sostenitori invitandoli a considerare ”le conseguenze di quel che vogliono fare”, che ”altro non è che ”maligna intolleranza religiosa”.

I propositi di Jones, che si proclama pastore del Dove World Outreach Center, in Florida, hanno bizzarramente allineato la Palin alle posizioni già intraprese da preminenti personaggi dell’amministrazione Obama, dal segretario di stato Hillary Clinton, al consigliere della Casa Bianca David Axelrod, al ministro della giustizia  Eric Holder.

Sorprendentemente, nella vicenda è entrato anche il comandante in capo di tutte le forze in Afghanistan, generale David Petraeus, che ha dato l’allarme sulle minacce alla sicurezza nazionale che le intenzioni del pastore Jones rappresentano.

Petraeus, insolitamente in quanto militare, ha preso posizione su un fatto domestico con una e-mail all’Associated Press in cui avverte che ”le immagini del Corano che brucia saranno indubbiamente usate dagli estremisti islamici in Afghanistan, e nel resto del mondo,  per incendiare l’opinione pubblica e istigare alla violenza”.