Yemen. Saleh fa sapere che tornerà presto per avviare transizione di potere

Pubblicato il 29 Giugno 2011 13:32 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2011 13:32

Il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh

SANAA, YEMEN – Il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ”sta recuperando e tornerà presto nello Yemen per avviare una transizione di potere”, secondo quanto informa la Reuters citando una fonte vicina a Saleh, attualmente ricoverato in Arabia Saudita.

Secondo la fonte Saleh è rimasto gravemente ferito durante l’attacco del 3 giugno con un ordigno “piazzato dai rivoltosi nella moschea del palazzo presidenziale, molto vicino al presidente, che e’ stato veramente fortunato” a non morire”. Dopo l’esplosione sono stati lanciati “diversi razzi, ma Saleh era gia’ stato portato fuori del palazzo”.

Saleh è stato ferito il 3 giugno, mentre nella moschea partecipava alla preghiera del venerdì, in un’esplosione che ha ucciso undici guardie del corpo e ferito 124 persone. In precedenza alcuni esperti avevano ipotizzato che per compiere l’attentato fosse stato utilizzato un missile.

Le violenze nello Yemen, soprattutto nel sud, dove l’esercito afferma di combattere contro Al Qaeda, hanno generato finora circa 45.000 sfollati: lo dice l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha), mentre l’Ong britannica dedita agli aiuti Oxfam parla di ”aggravamento della situazione umanitaria” yemenita.

”L’Ocha – ha detto a Ginevra la portavoce Elisabeth Byrs – e’ preoccupato per questa situazione di conflitto, soprattutto nel sud dello Yemen, nella provincia di Abyan”, ma anche in quelle di Aden e di Lahj, dove i profughi sono rispettivamente 15.000, 15.000 e 10.000. ”Siamo preoccupati per la fuga delle persone che queste violenze provocano”.

”Nella provincia di Aden – ha proseguito la Byrs – gli sfollati si sono rifugiati in 33 scuole, mentre nel governatorato di Lahj sono ospitati prevalentemente presso altre famiglie. Di conseguenza crescono i bisogni umanitari per queste persone”, ha concluso Byrs.

”Mentre l’attenzione e’ concentrata sulla sollevazione popolare contro Saleh, noi temiamo che i bisogni delle persone ordinarie vengano dimenticati nel mezzo degli scontri e delle dispute politiche”, rileva a sua volta Oxfam. Il suo responsabile nello Yemen, Aziz Athwari, ricorda come prima che scoppiasse il conflitto in tutta la sua violenza, sette milioni di yemeniti gia’ soffrivano per malnutrizione. Una situazione ora ulteriormente aggravata in quanto, sottolinea Athwari, ora il cibo e’ ”raro e caro”.