Soleimani. La vendetta iraniana: giallo 80 morti. Usa e Iraq non ne parlano, pasdaran sì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2020 9:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2020 10:25
Soleimani. La vendetta iraniana: 80 morti, chi li ha visti? Non Usa né Iraq: solo i pasdaran

Lancio di missili iraniani verso la base Usa di al-Assad in Iraq (Ansa)

ROMA – 80 morti ma nessuno che li pianga o reclami vendetta. 80 morti senza nome o bandiera. La rappresaglia iraniana all’uccisione decisa da Trump del generale Soleimani è giunta nella notte con l’attacco a due basi americane in Iraq e l’annuncio di un massacro tra i soldati nemici. I media battono frenetici le agenzie e i dispacci fino a restituire sui titoli principali un numero enorme di vittime. 80 morti. 

Questo sarebbe il bilancio, a occhio immediatamente riconoscibile come trionfalistico, dell’operazione “Soleimani martire”. La fonte è quella dei pasdaran, il grado di plausibilità prima che di attendibilità non è il massimo per poter confermare la notizia. 

La televisione di Stato iraniana cita fonti ben informate della Guardia Rivoluzionaria secondo le quali circa 80 “terroristi americani” sono stati uccisi, ed altri 200 sono rimasti ferite, in seguito al raid. Ma la Guida Suprema Khamenei avrebbe ridotto, come ha fatto, l’attacco a uno “schiaffo”, se questo bilancio di vittime fosse veritiero?

Il presidente Trump ha twittato subito, come suo costume, che si farà il conto dei danni ma i soldati Usa stanno bene (“siamo l’esercito più forte del mondo”). Nonostante l’innalzamento dei toni a livelli di guerra aperta, sembra che il duello più impegnativo al momento sia sul piano della propaganda. 

Difficile nascondere all’opinione pubblica Usa un massacro di queste dimensioni, una disfatta militare di queste proporzioni. E del resto vittime tra gli alleati non sono state registrate. I militari del contingente italiano per esempio erano stati trasferiti di gran fretta ieri in zone più sicure.  

Non sono civili le vittime dell’attacco iraniano, cioè vittime irachene, escluse proprio dal comunicato dei pasdaran. E allora chi sono questi 80 morti? Per ora la contromossa serve al regime per non perdere la faccia.

Nella crisi con gli  Usa per l’Iran costituisce una risposta tempestiva utile a fini interni, il regime ha reagito e non si fa intimidire. Soprattutto allestisce un grande show mediatico a livello globale. Ma che non sposta i rapporti di forza. (fonte Ansa)