Somalia. Un Kalashnikov primo premio per concorso di bambini

Pubblicato il 21 Settembre 2011 12:43 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2011 12:43

Il vincitore del concorso premiato con un Kalashnikov

NAIROBI, KENYA – In un concorso per ragazzini i premi sono solitamente uno zaino, una bicicletta, giocattoli e simili. Ma non in Somalia.

Una stazione radio dello Shabab, il più potente gruppo di militanti islamici nel tormentato Paese, ha organizzato un concorso e poi una cerimonia per premiare gli adolescenti più diligenti nell’apprendere gli insegnamenti dello Shabab e nel recitare il Corano. I premi? Fucili d’assalto automatici Kalashnikov e bombe a mano.

Senza un governo centrale funzionante la Somalia ha il più basso livello di istruzione del mondo, e molti bambini e ragazzi somali hanno più familiarità con i fucili che con i libri. I partecipanti al concorso hanno incluso giovani provenienti da tutte le aree che in Somalia sono controllate dallo Shabab, ovvero più di un terzo della zona meridionale del Paese.

I premi sono stati consegnati ai vincitori durante una cerimonia svoltasi alla stazione radio Andalus di Elasha Biyaaha, una piccola città nei pressi della capitale, Mogadiscio. I primi due classificati hanno ricevuto un Kalashnikov a testa, del denaro e libri islamici. Al terzo classificato sono state consegnate due bombe a mano. L’età dei partecipanti al concorso era compresa tra i 10 e i 17 anni.

Non è chiaro come gli organizzatori del concorso hanno scelto i vincitori, o con quali criteri sono stati scelti i premi. Ma alla cerimonia di premiazione, Sheik Muktar Robow Abu Monsur, generalmente considerato un leader moderato dello Shabab, secondo quanto si è appreso da fonti locali ha dichiarato: ”I bambini decvno usare una mano per istruirsi e l’altra per difendere l’Islam”.

Lo Shabab ed altri gruppi militanti somali sono famosi per lo zelo con cui impongono la loro severa interpretazione dei precetti e della purezza islamica. L’anno scorso lo Shabab in una città del sud ha messo fuori legge le campanelle scolastiche dopo aver deciso che il loro suono somigliava troppo a quello delle campane. Ha anche bandito i reggiseno, i denti d’oro, il ballo e il gioco del calcio, considerati incompatibili con l’Islam. Ha poi vietato l’ingresso nel Paese a svariati gruppi assistenziali occidentali anche se la Somalia è in preda ad una carestia e decine di migliaia di persone sono già morte di fame.

La Somalia non ha un governo centrale funzionante da 20 anni. Il Paese è frammentato in varie zone controllate approssimativamente da gruppi islamici, clan di miliziani, amministrazioni regionali e un governo centrale molto debole sostenuto dalla comunità internazionale. Tutti si combattono vicendevolmente.