Trump denuncia frode e annuncia ricorso, cioè sa di non vincere con le schede

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 Novembre 2020 14:06 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2020 14:06
Donald Trump interrotto dalle Tv Usa, qui da noi non s'interrompe neanche la Cunial

Trump interrotto dalle Tv Usa, qui da noi non s’interrompe neanche la Cunial (Foto da video)

Trump denuncia frode e imbroglio in corso. Chiede lo stop allo scrutinio delle schede. Annuncia ricorso alla Corte Suprema. Cioè sa di perdere con le schede.

Sono due notizie che vengono entrambe dalla Casa Bianca, l’una conseguente l’altra. Chi crede o sa di aver vinto con le schede elettorali non denuncia frodi e non fa ricorso. Trump denuncia la frode: vera o inventata che sia, la denuncia solo chi non ha vinto.

TRUMP DENUNCIA FRODE: NON HA VINTO, E NEANCHE PERSO

Ore 13 di mercoledì 4 novembre in Italia, due tabelloni con il numero dei Grandi Elettori al momento per l’uno o per l’altro: 224 per Biden e 217 per Trump secondo un tabellone e 224 per Biden e 213 per Trump secondo l’altro tabellone. In ogni caso dai 70 ai 100 Grandi Elettori ancora da assegnare all’uno o all’altro.

Trump ha dichiarato la vittoria, ma non è vero. O almeno non è ancora vero.

Biden la vittoria l’aspetta dal resto dello scrutinio, ma non è detto che non aspetti un treno che non passerà mai.

Trump e Biden non hanno ancora vinto le presidenziali americane. Ma qualcosa, anzi troppo, è già successo.

TRUMP PIU’ FORTE NELLA REALTA’ CHE NEI RACCONTI

Trump non ha ancora vinto, ma è già notevole che non abbia già perso. C’erano tutte le condizioni per la sua sconfitta. C’erano secondo i canoni e i format e i connotati delle democrazie liberali di cui gli Usa sono stati a lungo il migliore e più grande esempio. 

E invece no: non solo i sondaggi, ma la stessa geografia e morfologia e fisiologia della formazione del consenso nelle democrazie liberali non consentono di misurare e percepire Trump e la sua forza. Non solo doveva essere onda democratica che non c’è stata. Questo poteva essere errore dei sondaggi. Non c’è stata finora sconfitta di Trump e vittoria di Biden e questo vuol dire, testimonia, attesta e certifica che Trump e gli Usa hanno trasportato l’un l’altro l’America fuori dalle coordinate della democrazia liberale.

SE ELEZIONE NON VALE, DEMOCRAZIA NON VALE

Quel che è già successo di troppo e di peggio è che, comunque vada il conteggio, metà della popolazione americana riterrà, sarà sicura che alla Casa Bianca si è instaurato o barricato un impostore, un imbroglione, un presidente illegittimo. 

Se Biden vincerà al conteggio delle schede, allora a milioni di elettori di Trump riterranno che sia il presidente dell’imbroglio e quindi un presidente da non riconoscere e combattere, in ogni modo. Glielo ha detto Trump che è così, il Trump che ha detto: se non vinco io, allora è truffa, stanno cercando di ribarci la vittoria, andrò alla Corte Suprema. Milioni di americani giureranno in cuor loro fedeltà al vero presidente Trump e non al presidente illegittimo Biden.

Se invece la Corte Costituzionale dovesse far di Trump un presidente rieletto mediante stop o mutilazione del conteggio delle schede, allora metà della popolazione americana sarà sicura che Trump resta presidente grazie ad una sorta di golpe preparato già prima del voto: dichiararsi vincitore, fermare il conteggio, farsi incoronare da una Corte Suprema docile e complice. Anche in questo caso mezza America non si sentirà in nessun dovere di fedeltà verso il primo presidente Usa che rifiutò il conteggio totale delle schede elettorali.

AMERICA FIRST, FORSE. MA NON PIU’ DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE

Dire che le elezioni non valgono, che non si accettano i risultati, proclamare che i conteggi sono figli di frodi, negare legittimità alle schede elettorali è cosa che, non a caso, nessuno prima di Trump ha mai fatto, sistematicamente fatto, negli Usa.

Per l’ovvio motivo che, così facendo, si passa ad altro. Ad altro dal sistema democratico americano. L’accettazione di una sorta di sacralità del voto è condizione senza la quale la stessa convivenza civile va in debito di ossigeno e motivazioni. Nelle democrazie liberali occidentali, quelle dove liberamente si vota, nessuno ha mai messo in atto una strategia del potere fondata sul se perdo vuol dire elezione truccata. Nessuno perché arrendersi al voto qualunque sia è pre condizione di convivenza civile. Proclamare l’eventuale vittoria altrui trucco malvagio e definire la propria eventuale sconfitta truffa è aprire anche solo all’introduzione il libro della guerra civile.

Ecco quello che è già successo di troppo: la più grande, importante, potente e una volta solida democrazia liberale occidentale si è staccata dal gruppo per dirigersi verso un altrove dove già abitano in tanti. In fondo, a ben guardare e contare, le democrazie sul pianeta sono minoranza, minoranza piccola e in calo. (Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)