Usa. Obama riafferma la sua autorità dopo una lunga e difficile settimana

Pubblicato il 26 Giugno 2010 11:30 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2010 11:33

Dopo due mesi in cui il fiume di petrolio che sgorga nel Golfo del Messico è parso sottolineare i limiti del suo potere, nella scorsa settimana il presidente Barak Obama ha cercato di riaffermare il suo controllo su un triunvirato di forze che tradizionalmente mettono alla prova l’autorità di un nuovo presidente:
i militari, i mercati e i lobbisti.

Ma, rileva il New York Times, l’effetto di queste vittorie di cui aveva tanto bisogno dopo quasi un anno e mezza di presidenza messa alla prova ,fin dall’inizio, da due guerre e una terrificante crisi finanziaria, potrebbe non durare a lungo.

La rimozione del generale Stanley McChrystal per mancanza di rispetto e disdegno nei confronti della gerarchia di comando civile non rende la vittoria in Afghanistan più facile. Il disegno di legge finanziario su cui venerdi si è accordato il Congresso pone un freno a due decenni di sempre crescente fede nella capacità dei mercati finanziari di autoregolarsi, ma pochi credono che fermerà i costanti sforzi che fa Wall Street per aggirare Washington in cerca di profitti.

Nondimeno, se si sommano queste vittorie di Obama all’uso spegiudicato del potere della presidenza nell’ estorcere alla BP un fondo di 20 miliardi di dollari per le vittime del disastro nel Golfo del Messico, la conclusione è inevitabile. Anche se George Bush e Dick Cheney hanno lasciato la Casa Bianca, il potere esecutivo continua ad essere straordinariamente forte.

”Tutto questo – rileva David Rothkopf, un-ex funzionario dell’amministrazione Clinton – mette a tacere le voci secondo cui Obama aveva perso il controllo. Ha invece inviato un chiaro messaggio ai generali su chi è che comanda, ed ha messo un punto fermo nella storia economica degli Stati Uniti, ovvero la fine, o almeno un grande cambiamento, nella filosofia del ”lasciate fare ai mercati”

Un alto funzionario della sicurezza nazionale ha osservato che la decisione di sostituire McChrystal e chiamare al suo posto il generale David Petraeus ”è stata ”considerata, valutata e realizzata” in meno di 36 ore, assieme al messaggio che il presidente non tollererà ”divisioni” nella sua squadra dopo aver indicato la strategia.

E il disegno di legge sulle regole finanziarie, rilevano gli analisti, si è rafforzato nelle ultimi settimane, consentendo ad Obama di vantarsi che ”è la più severa riforma dopo quella effettuata in seguito alla Grande Depressione”.

Altrettanto lusinghiero è stato il commento del Capo di Gabinetto della Casa Bianca Rahm Emanuel, secondo il quale ”questa settimana è servita non solo a riaffermare l’autorità dell’esecutivo, ma anche a dimostrare che il potere presidenziale esercitato con giudizio può ottene molto”.