Berlusconi: “Il governo tuteli Mediaset”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2014 12:18 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2014 12:19
Mediaset, Berlusconi: "Il governo tuteli le mie aziende"

Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Garanzie per Mediaset. “Un patrimonio italiano, prima ancora che di Silvio Berlusconi”. Berlusconi il messaggio lo ha recapitato a Matteo Renzi.

Dal governo che sta per nascere il Cavaliere si attende protezione per un’azienda, la sua, che vanta oltre 6 mila dipendenti e che è funestata al pari di altre dalla crisi. Pubblicità in netto calo, ascolti in declino a beneficio della Rai, conti che non tornano.

Berlusconi non ci ha pensato due volte a perorare la causa delle sue creature a chi si appresta a governare con una discreta chance di durata. Aveva fatto la stessa cosa nel 1996 quando Massimo D’Alema andò a visitare gli studi Fininvest.

Scrive Carmelo Lopapa su Repubblica:

(…) Garanzie vuol dire tante cose, tanto per cominciare un ministro delle Comunicazioni non ostile. Certo, il leader di Forza Italia non ha esplicitato le sue richieste nell’incontro di ieri. I messaggi sono stati precedenti e più diplomatici. Sta di fatto che il nome di Antonio Catricalà, ex sottosegretario alla Presidenza con Monti e viceministro allo Sviluppo con Letta, sarebbe stato indicato come uno dei più graditi e non solo per il consolidato rapporto che lo lega a Gianni Letta. E qualcuno sospetta che si sarebbe accennato anche a questo nei cinque minuti di faccia a faccia isolato ottenuto da Berlusconi con il premier incaricato.

Se certe garanzie saranno rispettate, se lostatus quo dovesse essere salvaguardato, allora ci sarà da parte di Forza Italia quell’ampia disponibilità a dare una mano d’aiuto al governo. E non solo sulla legge elettorale e la riforma del Senato. «Se ti dovessero mancare i voti anche per altri provvedimenti importanti, se questi del Nuovo centrodestra dovessero farsi da parte, potresti contare su di noi» è stato il ragionamento di Berlusconi che ha lasciato stupito perfino Renzi. Il Cavaliere li elencherà anche fuori, a beneficio delle telecamere, le leggi sulle quali vorrebbe dare uncontributo: lavoro, fisco, pensioni, giustizia. Le riforme economiche in blocco. Mano offerta assieme a un pacco di suggerimenti non richiesti eppure elargiti dalleader di Forza Italia. Su come farsi valere in Europa, soprattutto, poi sui Marò, su Alitalia. E non solo. «Mi permetto perché hai la metà dei miei anni e ho qualche esperienza di governo: fatti una squadra del tutto nuova, ma soprattutto metti uomini tuoi, di fiducia. Non fare come me che avevo ministri dei quali non sapevo nemmeno cosa facessero e poi si è visto com’è andata a finire» ha alluso senza mai citare Alfano, Lupi e gli altri. Ma a far scattare fin dal pomeriggio l’allarme rosso nella compagine del Nuovo centrodestra sono stati quei cinque minuti a quattr’occhi tra Renzi e il Cavaliere. La blindatura della legge elettorale contro l’abbassamento della soglia di sbarramento che gli alfaniani pretendono da giorni (…)