I giornali di tutto il mondo parlano del conflitto israelo-palestinese, inorriditi per il massacro di bimbi e civili

I giornali di tutto il mondo parlano del conflitto israelo-palestinese, inorriditi per il massacro di bimbi e civili. E Le Monde è uscito in edizione speciale

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 15 Ottobre 2023 - 09:32
I giornali di tutto il mondo parlano del conflitto israelo-palestinese, inorriditi per il massacro di bimbi e civili

I giornali di tutto il mondo parlano del conflitto israelo-palestinese, inorriditi per il massacro di bimbi e civili

I giornali di tutto il mondo parlano del conflitto israelo-palestinese. Cresce nel mondo la preoccupazione per il conflitto israelo-palestinese.

Tutti i giornali, allarmati, ne parlano sulle loro prime pagine. Al di qua e al di là dell’Oceano. Con un grado di attenzione superiore a quello riservato all’aggressione russa, almeno nella sua prima fase. Traspare, netto, il timore di un allargamento dello scontro. Il timore di una terza guerra mondiale.

E tutti fanno appello al lavoro delle diplomazie, alle ragioni umanitarie, al bisogno di buon senso e di ragionevolezza. È un coro unanime. Tante voci che si fondono in un unica voce. Da destra e sinistra si registra un generale allineamento della chiaccchiera politica e giornalistica a sostegno del governo di Israele. E ciò al netto delle parole e dei gesti di doverosa considerazione verso le vittime civili “tutte “. E al netto degli immancabili bastian contrari.

L’ALLARME DE QUOTIDIANI EUROPEI
Il più preoccupato fra i giornali, soprattutto  per l’invasione di Gaza, è il Times di Londra. Gli fanno eco il Daily Mail e il quotidiano online The Independent. Il Financial Times preferisce seguire le mosse della “coalizione war cabinet”mentre The Guardian dalla sede di Kings Place – giornale vicino al centrosinistra –  fa sapere di voler essere il consueto giornale di riferimento e di sorveglianza.

Netanyahu è già nel mirìno. Stessa linea, seppur con varie sfumature, hanno adottato i fogli francesi  come Le Figaro, Les Echos, la Tribune (splendide le foto a tutta pagina), Le Parisien, Liberation, La Croix (“Israele si è scoperto vulnerabile”). Preoccupatissimi i quotidiani spagnoli, soprattutto El Pais, El Mundo, El Economista, ABC, La Vanguardia, La Razon.

E  i tedeschi con in testa la Bild e Frankfurter Allgemeine Zeitung e Die Welt. Per non parlare del Times of Malta, dell’olandese De Tekegraaf, dell’austriaco DiePresse o dell’irlandese  The  Irish Daily  Mirror. Tutti preoccupati per quello che è accaduto, ma più ancora per quello che potrebbe accadere.

“LE MONDE” IN EDIZIONE SPECIALE
L’autorevole quotidiano di Parigi (i suoi giornalisti ne detengono la maggioranza ), molto rigoroso nel descrivere la Politica internazionale, con un orientamento di centrosinistra, ha ritenuto opportuno uscire in settimana con una edizione speciale inorridito per “l’ampleur des massacres de civils” in Israele , nel “kibboouz de Kfar Aza”.

E definisce il massacro compiuto da Hamas un “carnage” certamente pianificato da tempo. Ugualmente inorridito il “Clarin” di Buenos Aires per i “ chicos decapitados da los terroristas de Hamas”.

USA, CANADA E SUDAMERICA IN ALLARME
I quotidiani di oltre Oceano ammettono il loro sconcerto e disorientamento. Un frastornamento che ha colto tutti di sorpresa. Non usano mezzi termini il Wall Street Journal,  ilNew York Times , USA Today  e, naturalmente il Washington Post, il New York Post e il Los Angeles Times.

Ugualmente attenti e interessati i fogli brasiliani come il Globo (sostiene che questo conflitto costerà agii israeliani 6,4 miliardi di euro) o Folha de S.Paulo. Persino in Canada segue l’assedio di Gaza, in prima fila il Toronto Star, il quotidiano più diffuso del Paese.