Rassegna Stampa

Il Fatto: “Gori, la corsa per il tricolore tra Renzi e magheggi alle primarie”

La corsa di Gori per il tricolore tra Renzi e magheggi alle primarie

Giorgio Gori (LaPresse)

ROMA – Da quando si è candidato alle primarie per eleggere il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori ha ogni giorno la conferma che la sua non sarà una passeggiata dall’esito scontato. Tutt’altro.

Scrive Davide Vecchi sul Fatto Quotidiano:

L’enfant prodige della televisione commerciale, che riuscì a portare Michele Santoro a Fininvest e il Grande Fratello in Italia con la Magnolia, ora si trova a fare i conti con gli imprevedibili meccanismi del consenso politico. Dopo aver superato lo scoglio delle primarie dovrà vedersela con un avversario ancora fantasma. E potrebbe essere una sfida tra uomini Mediaset: Luca Tira-boschi, direttore di Italia1, si è detto pronto a sfidarlo. “Sarebbe un bel match, mi piacerebbe molto”. Al momento la candidatura appare una boutade, ma il centrodestra deve ancora scegliere il suo candidato e l’attuale sindaco, Franco Tentorio , è da troppo tempo in politica. Allievo di Mirko Tremaglia in An, già vicesindaco, Tentorio potrebbe essere scartato nel maquillage che Silvio Berlusconi vuole attuare al partito. Inoltre anche Giovanni Toti è legato a Bergamo e qui spesso trascorre i fine settimana, a casa della moglie, Siria Magri. Insomma la sfida orobica potrebbe rivelarsi un banco di prova.

IN UNA CITTÀ pratica e pragmatica, democristiana al midollo, che decide chi votare solo nelle ultime settimane e – da quando è sparito lo scudocruciato – a prescindere dal partito, Gori non è un semplice candidato, ma si ritrova a essere uno dei totem del nuovo Pd targato Renzi. Per il rottamatore le prossime amministrative di maggio saranno una prova importante e le grandi città chiamate alle urne saranno poche. Così, con Firenze e Bari da conservare, Bergamo è da conquistare. Qui l’intero partito sostiene Gori. Dall’ex tesoriere bersaniano Antonio Misiani al coordinatore Maurizio Martina. Per mostrare unità e soprattutto per non creare contrapposizioni interne, la parlamentare Elena Carnevali, prima degli eletti in città (Gori arrivò quarto), ha ritirato la sua candidatura alle primarie a sindaco. “Renziani, bersaniani, civatiani o cuperliani non esistono più, ora c’è il Pd”, ripete l’ex manager della Magnolia, che ora deve riuscire a vincere le primarie di coalizione a fine febbraio. Dopo la rinuncia di Carnevali l’esito appariva scontato, ma a disturbare il Pd è arrivata la candidatura di un indipendente: Rocco Gargano del movimento MicroMega. Gargano, ex consigliere comunale dei Ds, lasciò il partito criticandone pesantemente i vertici locali, colpevoli, a suo dire, di aver dato carta bianca al centrodestra per devastare la città (…)

 

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