Un nuovo concorso per 17 mila prof. Camilla Mozzetti, Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Maggio 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 10:33
Stefania Giannini

Stefania Giannini

ROMA – “È alla sua forma embrionale – scrive Camilla Mozzetti del Messaggero – ci vorrà ancora del tempo per vagliare tutti i dettagli, ma dal ministero dell’Istruzione arriva l’annuncio: un nuovo concorso a cattedra per circa 17mila docenti. Il ministro Stefania Giannini l’ha presentato ieri in Parlamento, rispondendo a un’interrogazione durante il question time”.

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Il concorso, con molta probabilità, si svolgerà nella prossima primavera, per permettere anche ai nuovi abilitati del secondo ciclo Tfa – che sarà bandito dal ministro lunedì – di partecipare e garantire ai vincitori di essere in tempo utile per l’immissione in ruolo nell’estate 2016. Prima di questo il ministro garantirà l’assorbimento di quei docenti vincitori dell’ultimo concorso, risalente al 2012, per il prossimo anno scolastico. Seguirà poi anche l’aggiornamento della graduatoria a esaurimento per i prossimi tre anni e quello sulle graduatorie d’istituto, necessarie per l’assegnazione delle supplenze annuali e brevi.
LE NOVITA’
Partono dunque i «lavori di cantiere necessari a creare una nuova classe di docenti – ha spiegato il ministro – garantendo tuttavia le legittime aspettative di coloro che da anni stanno contribuendo al funzionamento del sistema scolastico nel suo complesso». Il ministro ripone così nel cassetto le affermazioni di qualche mese fa, con le quali aveva dichiarato: «Non vedo in futuri concorsoni la soluzione. Io dico che diamo autonomia agli istituti scolastici, che non vuol dire che il Preside telefona e assume l’insegnante, ma si tratta di dire che ci possono essere meccanismi molto più semplici e continui per le assunzioni». Ora, invece, qualcosa sembra essere cambiato. Il motivo? La necessità segue «non solo i vincoli di legge, giacché l’arruolamento dei docenti si fa – ha ricordato il ministro – al 50% da concorso e al 50% da graduatorie a esaurimento, ma anche per garantire a tanti nuovi abilitati di poter avere una possibilità in tempi ragionevoli per insegnare». Per l’immissione in ruolo 2015/2016 – spiega la Giannini – avremo esaurito i vincitori dell’ultimo concorso, ma non avremo ancora i vincitori del prossimo». Tuttavia si avranno complessivamente 14mila nuove immissioni. Come? Seguendo sempre la regola del 50% e 50%, si copriranno 7 mila posti attingendo dalle graduatorie a esaurimento, e gli altri 7 mila saranno reclutati tra i candidati del concorso del 2012 che non hanno vinto un posto ma che hanno comunque ottenuto un punteggio alto. In sostanza, sulla base dell’ultima selezione viene creata un’altra graduatoria di idonei che però avrà valore solo per un anno, visto che dal 2016 ci saranno i vincitori del nuovo concorso.
I NUMERI
L’ultimo concorso bandito per i docenti e risalente al 2012 ha avuto 11.500 vincitori. Di questi 4mila sono stati già nominati per l’anno scolastico 2013/2014, i restanti 7.500 saranno immessi il prossimo anno. Il ministero sta inoltre lavorando per sbloccare gli scatti di stipendio relativi al 2012. Una misura questa molto attesa anche dal mondo sindacale, giacché sono coinvolti 957.400 dipendenti tra personale docente e Ata della scuola. Alla firma anche l’Atto d’indirizzo, che riconosce le posizioni economiche già percepite dal personale amministrativo e tecnico-ausiliario, oltre 12.000 persone non saranno costrette a restituire quanto già percepito in base a mansioni svolte negli anni 2011-2012, 2012-2013 e 2013-2014.
I SINDACATI
Tornado al nuovo concorso, tuttavia, proprio i sindacati esprimono, pur plaudendo l’iniziativa del ministro, delle perplessità. A detta della Flc Cgil, il nuovo concorso potrebbe migliorare solo in parte lo stato attuale delle cose. «I posti a disposizione per l’insegnamento, circa 28mila, sono troppo pochi rispetto al numero di docenti abilitati che tenteranno la prova il prossimo anno», afferma il segretario della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. «Il ministero dovrebbe concentrarsi su un’operazione ben più ampia, come un piano pluriennale di stabilizzazione dei precari, un nuovo sistema di reclutamento e all’interno di questo – conclude Pantaleo – collocare i concorsi». Il rischio, infatti, secondo i sindacati è quello di creare conflitti tra i futuri vincitori del concorso, i Tfa i Pas e le graduatorie a esaurimento. Solo in quest’ultime giacciono, infatti, oltre 170mila docenti.