Stretta antifumo da Londra a Torino: il mondo prova a spegnere le sigarette

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 18 Aprile 2024 - 11:54
sigarette foto ansa

Foto d’archivio Ansa

Stretta anti-fumo. Lotta dura al tabagismo: da Londra a Torino è partita la crociata per tutelare la salute pubblica e spingere i fumatori a smettere. Tutto il mondo (o quasi) prova a spegnere le sigarette. Sarà dura. Sorgono già dei distinguo, delle perplessità. Per carità, non è in discussione il principio ma i controlli. Chi li farà? Riusciranno? In tutto il mondo il fenomeno del tabagismo è in netto calo . Preoccupano con i giovani.

Le cifre dei fumatori in Italia

In Italia ci sono 10 milioni di fumatori. Uno su quattro è un uomo, il resto donne. A conti fatti il 20,5% della popolazione ha a che fare col tabacco. L’81,1% preferisce le sigarette confezionate, l’11% le sigarette fatte a mano, il 14% le sigarette a tabacco riscaldato è il 5% con E-CIG ( fonte Ministero della Salute). Ma c’è un dato che allarma: il 9,6% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni è dipendente dal fumo nonostante le raccomandazioni. È il caso di ricordare che ogni anno si stima che i morti attribuibili al fumo di tabacco sono 93.000.

I danni del tabacco

Ricordare i danni del tabacco può sembrare una ovvietà ma è necessario farlo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo 8 milioni di persone muoiono per le ripercussioni sulla salute del consumo di tabacco (dallo sviluppo di patologie neoplastiche a problemi cardiovascolari, fino alle malattie respiratorie). In Europa si stima che i decessi siano 700.000 all’anno. Per questo, nel corso degli anni, sempre più Paesi stanno adottando misure per arginare il vizio del fumo. Ogni Paese ha la sua ricetta che va dall’aumento del costo del pacchetto alla riduzione dei luoghi in cui è possibile fumare (con multe pesanti per chi trasgredisce). In Italia la battaglia è cominciata 20 anni fa con la legge firmata dall’allora ministro della Salute Girolamo Sirchia. Ma c’è ancora molto da fare. In tutto il mondo c’è un netto calo fuorché in 6 Paesi: Congo, Egitto, Indonesia, Giordania, Oman e Moldavia.

Stretta globale contro il fumo

Ogni Paese, si diceva, ha una sua strategia. In Bhutan, nell’Asia Meridionale, da tre anni è vietato vendere sigarette e fumare. Lo stesso rigore è applicato in Nuova Zelanda, Mauritius, Brasile e in alcuni stati degli Usa (dove per acquistare tabacco bisogna aver compiuto 21 anni). Il divieto è esteso alle spiagge californiane. A New York si può fumare soltanto in strada; divieto assoluto sui marciapiedi con asili, scuole e ospedali. In Europa ogni Paese va per conto suo.