Test sierologici: gran corsa alla patente immaginaria di immunità immaginata

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 Aprile 2020 10:30 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 10:30
Coronavirus. Test sierologici: gran corsa alla patente immaginaria di immunità immaginata

Test sierologici: gran corsa alla patente immaginaria di immunità immaginata (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Test sierologici come se piovesse. Regione Lazio li sta facendo a sanitari e, forse tra un po’, a Forze dell’Ordine. O almeno questo è l’annuncio.

Regione Veneto li sta facendo a vasto campione della sua popolazione. Regione Lombardia ha approntato il suo test e ovviamente ha detto che è il migliore al mondo. Regione Toscana ha il suo di test e con prudenza lo immagazzina e comincia a provarlo…

Le Regioni hanno comprato milioni di test sierologici, ognuna il suo e quasi tutte hanno comprato i test sierologici da puntura al dito e goccia di sangue, quelli con certezza dei risultati tra 85 e 90 per cento, cioè relativamente scarsa quando si tratta di test sanitari.

Test sierologici, le Regioni (e talvolta anche i Comuni) si son fatti e comprati il loro di test e lo useranno. Ciascuno il suo, di modo da fornire alle rispettive popolazioni una patente immaginaria di immunità.

Immaginaria e solo immaginaria la patente perché a validità limitata sia nel responso di laboratorio sia nella validità per così dire territoriale: il test fatto nel Lazio vale in Campania e in Toscana?

La regionalizzazione dei test sierologici ha del grottesco. Ma ha anche una spiegazione, politica e non scientifica: fornire alla gente un tranquillante in forma di test.

L’Istituto Superiore della Sanità ha detto, con relativa lentezza, due cose precise che resteranno inascoltate, soprattutto la seconda. Iss ha detto che il test sierologico valido è quella a sangue venoso e realizzato con due metodi e non altri.

Prelievo di sangue e maggior costo: saranno in pochi a seguire indicazioni Iss. Le Regioni i loro test li hanno già comprati e non li butteranno certo.

L’altra cosa detta chiara è che per la cosiddetta patente di immunità “non ci sono le basi scientifiche”. La patente di immunità non esiste, è solo immaginata. Non esiste perché se non fai un test unico su un campione nazionale di chi abbia o non abbia anticorpi coronavirus non lo sai.

E invece si fanno test su base regionale, si fanno e si corre a fare test anche su base aziendale. Tutto si fa per avere una simil patente di immunità.

Che non esiste per l’ottima ragione che la scienza non sa e non può sapere se e quanto e pere quanto tempo eventuali anticorpi immunizzano. Come si fa a sapere quanto dura immunità eventuale per via anticorpale se coronavirus ha sei mesi di vita? Chi mai può dire se eventuale immunità dura un anno o tre anni se coronavirus ha sei mesi?

E poi c’è immunità da anticorpi acquisiti? In alcuni virus accade, in altri no che gli anticorpi che inducono fungano da barriera e quindi da vaccinazione per così dire biologica. Di coronavirus non si sa, non si può allo stato sapere.

Nonostante qualche buontempone della politica, ministro Boccia, intimi alla scienza di essere chiara e netta sull’immunizzazione sì o no, la scienza questa risposta non la può fornire.

Ma il mondo, la gente non vive di sola scienza, anzi…C’è bisogno di un tranquillante e trastullo sanitario e di massa, eccolo: il test sierologico. Presto, domani, al massimo settimane e per un centinaio di euro o giù di lì nei laboratori privati attrezzati ci sarà la risposta alla domanda già di massa.

Moltissimi, in maniera umanamente comprensibilissima, vorranno fare il test, sperando, incrociando le dita, scommettendo volentieri sulla risposta: positivo! Positivo, cioè contatto avvenuto con coronavirus, cioè anticorpi, cioè immunità. Peccato che questo terzo e ultimo e ricercato cioè sia immaginario.

Al positivo del test sierologico dovrebbe infatti seguire un tampone. Già, perché se hai anticorpi potresti essere asintomatico o anche contagiato da poco (quindi test effettuato prima che sintomi insorgano) o anche toccato dal virus ma ora immune.

Quindi tampone per vedere cosa in realtà sei. Ma tampone giustamente non te lo fanno se non hai sintomi o relazioni strette con malati (altrimenti dovrebbero farlo a tutta la popolazione circa una volta a settimana).

E se pure decidi da solo di non essere né asintomatico né nulla di preoccupante, se anche ti proclami da solo immune dato che hai anticorpi, immune quanto e per quanto tempo? Che palle questa scienza…

Una patente semi pubblica, regionale, magari privata, una patente immaginaria di una immunità immaginata…meglio di questa scienza tirchia di certezze e sicurezze. Sicurezza? Dovremmo dire protezione.

Sicurezza scientificamente non esiste se c’è epidemia. Se c’è sicurezza di non contagiarsi  non ci può essere epidemia e viceversa. Ci può e ci deve essere protezione, la massima possibile.

Questo dice la scienza: protezione esiste, sicurezza no. E dice test sierologico serve a tracciare mappa contagio, non “ha finalità individuali” (Brusaferro), non è patente che non esiste. Che palle questa scienza…la gente corre e correrà volentieri alla patente, anche fasulla tranquillizza.