Il vaccino di Oxford sarà prodotto e distribuito da azienda italiana. Gratis, “no for profit”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 11:15 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 13:23
Il vaccino di Oxford sarà prodotto e distribuito da azienda italiana. Gratis, "no for profit"

La produzione del vaccino di Oxford adotterà modello no for profit (Ansa)

ROMA – Un vaccino realizzato all’Università di Oxford ma prodotto e distribuito in tutto il mondo da un’azienda italiana, multinazionale del settore.

Gratis, perché verrà adottato un modello di produzione “no for profit”.

Stiamo parlando di un vaccino che ha già superato la prova della sperimentazione su cavie.

La risposta positiva dei macachi fa ben sperare in attesa dei test sugli umani.

Forse già a settembre disponibile, ragionevolmente per fine anno, suggeriscono gli esperti del Coalition for Epidemic Praparedness Innovations che finanzia diversi test vaccinali.

“Entro dicembre, se tutti i test daranno gli esiti positivi che ci auguriamo, ci sarà un primo stock disponibile per iniziare la vaccinazione di alcune categorie più fragili”, ha dichiarato il presidente di Irbm Pietro Di Lorenzo, l’azienda italiana coinvolta nella join-venture.

A giugno, se la prima fase di test su 500 volontari sani darà esiti positivi, inizierà la fase ulteriore di test su 5000 soggetti.

Vaccino: l’accordo tra Oxford e l’italiana AstraZeneca

La Oxford University e lo Jenner Institute hanno raggiunto un accordo con la multinazionale AstraZeneca al fine di imporre un’accelerazione ulteriore alla finalizzazione del candidato vaccino ChAdOx1 nCoV-19.

In virtù dell’accordo AstraZeneca sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e distribuzione del vaccino a livello mondiale. Lo rende noto l’azienda italiana partner nello sviluppo del vaccino, la Irbm di Pomezia.

Modello “no for profit”, senza margini di profitto

La partnership tra Oxford University e AstraZeneca per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione del vaccino anti-Covid a livello mondiale “prevede di adottare un modello no for profit per la durata della pandemia”, ovvero senza margini di profitto.

Lo rende noto il Gruppo IRBM, impegnato nella messa a punto e la produzione delle dosi necessarie alle prossime fasi di sperimentazione clinica, congratulandosi con la Oxford University e lo Jenner Institute per l’accordo raggiunto con la multinazionale AstraZeneca. (fonte Ansa)