Esseri umani su due gambe per l’esplosione delle stelle

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2019 11:49 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2019 11:50
Esseri umani su due gambe per l'esplosione delle stelle

Esseri umani su due gambe per l’esplosione delle stelle

ROMA – Gli esseri umani sono stati spinti a camminare su due gambe dall’esplosione di una supernova, avvenuta fra 8 e 2,6 milioni di anni fa a 163 anni luce dalla Terra. Questo spettacolo di fuochi d’artificio cosmico ha bombardato l’atmosfera, caricandola con un’enorme quantità di elettroni e aumentando, così, la frequenza dei fulmini. La conseguenza è stata il moltiplicarsi di incendi nelle foreste in cui ancora vivevano i nostri antenati, più che sollecitati quindi a muoversi nella savana per sfuggire alle fiamme.

L’esplosione delle supernove irradiò raggi cosmici in tutte le direzioni e sulla Terra quella radiazione raggiunse l’apice circa 2,6 milioni di anni fa. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Journal of Geology dal gruppo dell’Università americana del Kansas, coordinato da Adrian Melott. Lo studio è basato sull’analisi della presenza nei fondali oceanici di un raro isotopo del ferro, il ferro-60, legato secondo gli astronomi proprio alle esplosioni di supernove. I ricercatori hanno, inoltre, osservato negli stessi sedimenti un ampio strato di carbone e fuliggine.

“Questo strato è diffuso in tutto il mondo, anche in diverse zone climatiche, e nessuno è riuscito finora a spiegarne il motivo. Noi crediamo possa essere legato agli incendi innescati dall’esplosione della supernova”, ha spiegato Melott. “A quel tempo, i nostri antenati avevano già la tendenza al bipedismo, ma erano ancora abituati ad arrampicarsi sugli alberi”, ha aggiunto.

“La nuova vita nella savana li spinse, però, a camminare più a lungo e più spesso attraverso la prateria, tra un albero e un altro, e questo adattamento perfezionò l’andatura bipede. Una caratteristica – ha concluso Melott – che offriva indubbi vantaggi, a partire dalla possibilità di osservare da lontano l’eventuale presenza di predatori”. (fonte Ansa)