Gioco d’azzardo legale: proibizionismo Governo costa 2,3 mld di gettito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Marzo 2019 12:19 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2019 12:19
Gioco d'azzardo legale: proibizionismo Governo costa 2,3 mld di gettito

Gioco d’azzardo legale: proibizionismo Governo costa 2,3 mld di gettito (Foto Ansa)

ROMA – Gioco d’azzardo legale: il proibizionismo che il Governo sta tentando di mettere in atto, costa 2,3 miliardi di gettito che arriva dal settore. L’Istituto per la competitività, I-com, ha infatti elaborato uno studio sul nuovo proibizionismo nei giochi. La ricerca dal titolo “Nuovo proibizionismo, quale impatto?” pubblicato dal Sole 24 Ore ha evidenziato che i volumi nei giochi in Italia potrebbero calare da un minimo di 14,4 miliardi fino ad un massimo di 21,6 miliardi di euro. Tradotto, per l’Erario il danno è quantificabile da una cifra minima di 1,5 miliardi fino ad arrivare a 2,3 miliardi persi.

Con le nuove misure i giochi saranno meno attrattivi e sarà favorita l’offerta illegale. Quindi si tratta di misure che da una parte danneggiano le entrate fiscali e dall’altra rafforzano l’illegale. Il divieto di pubblicità potrebbe poi portare a favorire i siti non autorizzati. 

L’istituto per la competitività, nel suo studio, evidenzia che l’aumento della tassazione nei giochi, il ban della pubblicità, l’incremento della tassa della fortuna, i distanziometri portano a “sovrastimare l’effetto sperato di una riduzione del consumo”. In realtà i giocatori sono destinati a trasferirsi in mercati paralleli.

Agipronews segnala alcuni passaggi interessanti della ricerca: “Parte della riduzione, infatti, si trasferisce sul mercato “grigio” o illegale che, nel caso dei giochi, è facilmente fruibile soprattutto via web. In realtà l’impatto immediato si avrebbe sui prezzi del gioco con un relativo aumento. E questo a partire proprio dalle misure restrittive in tema di pubblicità. La minore informazione potrebbe agire riducendo le attese di vincita e dunque la raccolta, aumentando il prezzo relativo approssimato dalla differenza tra giocata e vincita unitaria”.

Sempre secondo lo studio “il prezzo sul mercato legale potrebbe aumentare a causa della maggiore concorrenza sul mercato illegale o grigio, più facilmente fruibile data la riduzione delle informazioni utili all’utente per distingure tra le differenti tipologie di gioco lecito o meno”.

“Con un’elasticità della domanda dei giochi al prezzo pari a 1,5 applicata al mercato italiano dei giochi, si registrerebbe un aumento del prezzo del 10%. Sul mercato si tratterebbe di una riduzione della raccolta di almeno il 13% che equivarrebbe a 14,4 miliardi in meno raccolti sull’intero portafoglio del gioco. In una ipotesi conservativa, si legge nelle conclusioni dello studio, in cui l’incidenza dell’Erario sulla raccolta resti pari a quella osservata nel 2016 (10,9%), la corrispondente riduzione del gettito fiscale sarebbe pari a circa 1,6 miliardi di euro. Se i prezzi aumentassero del 15%, la riduzione della raccolta arriverebbe a valere 21,6 miliardi di euro, con una corrispondente riduzione dell’Erario per 2,3 miliardi di euro. Una riduzione che, se applicata agli ultimi dati 2017 resi noti il 12 febbraio scorso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – dove la raccolta è salita a 101 miliardi e le entrate statali a oltre 11 miliardi – la raccolta si ridurrebbe di 15,2 miliardi, con una perdita di gettito 1,7 miliardi nel caso di un aumento dei prezzi ridotti. Nel caso, invece, di un incremento p elevato del prezzo del gioco sul fronte della raccolta si registrerebbe una potenziale riduzione oltre 22,5 miliardi e per l’Erario la perdita si attesterebbe sui 2,5 miliardi di euro”.

Fonte Agipronews