Sprechi alimentari in aumento, nella spazzatura finiscono 31 kg di cibo a testa: la Hit degli alimenti sprecati

Sprechi alimentari. Sono in aumento. Nella spazzatura finiscono 31 kg di cibo a testa. Ecco la Hit degli alimenti sprecati. Urgente una svolta, le risorse non sono infinite

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 14 Agosto 2022 - 08:21
Sprechi alimentari in aumento, nella spazzatura finiscono 31 kg di cibo a testa: la Hit degli alimenti sprecati

Sprechi alimentari in aumento, nella spazzatura finiscono 31 kg di cibo a testa: la Hit degli alimenti sprecati

Sprechi alimentari. Troppi e addirittura in aumento (+15% rispetto al 2021.) Nella spazzatura finiscono in media 31 kg di alimenti pro capite all’anno.

L’anno scorso le famiglie italiane hanno sprecato in alimenti la bellezza di 7,5 miliardi. È quanto è emerso dalle ultime ricerche condotte da realtà di casa nostra come Altroconsumo, Coldiretti, Banco alimentare, Last minut market.

Quest’ultima realtà (“Mercato dell’ultimo minuto”) è una iniziativa sociale nata da uno studio condotto nel 1998 dalla Facoltà di Agraria della Università di Bologna con un nobile obiettivo: trasformare lo spreco in risorsa, venire in aiuto dei cittadini bisognosi. Sono già 40 le città mobilitate allo scopo.

LA HIT DEGLI SPRECHI

In testa c’è la frutta fresca (27%). Seguono (17%) cipolle, aglio e tuberi, ovvero patate, carote classiche e nere, barbabietole, zenzero, rapa bianca, ravanelli, la super calorica manioca. Terzo posto (16%) ci sono, alla pari, il pane fresco e le verdure di tutti i tipi : ortaggi a frutto (cetrioli, pomodori, zucchine, melanzane), ortaggi a fiore (carciofi, cavolfiori, broccoli), ortaggi da seme (legumi, fagioli e piselli), ortaggi a foglia (lattuga, radicchio,spinaci).

L’insalata, da sola, ha uno spreco del 15%. E in testa c’è la lattuga romana, così croccante, così preziosa (aiuta il corpo a liberarsi dalle tossine, riduce il colesterolo, dona senso di sazietà, previene il cancro, brucia  le calorie, aumenta il transito intestinale). Insomma, la lattuga romana vale un patrimonio. Greci e Romani sapevano rispettarla. Altroché.

SCARSA CONOSCENZA DELLE INFORMAZIONI IN ETICHETTA

Perché tanto ben di dio finisce nella spazzatura? “Perché si conoscono poco le informazioni riportate sulle confezioni “ (fonte Altroconsumo, 350mila soci, attiva dal 1973, sede centrale a Milano). Solo il 37% degli italiani comprende, ad esempio, la differenza tra “data di scadenza “ e “termine minimo di conservazione “. Ed è una differenza non da poco. Aiuta ad eliminare gli sprechi alimentari.

In Gran Bretagna le catene della grande distribuzione hanno deciso di togliere tali diciture, la UE invece mantiene l’obbligo. Oggi comunque in Italia sono in commercio più di 10 milioni di prodotti che lasciano il libero arbitrio al consumatore per consumarli anche dopo la  data indicata. E il 73% degli intervistati ha detto di sentirsi ispirato dalla cosiddetta “Etichetta consapevole”. Cioè guardi, annusi, assaggi il prodotto prima di gettarlo. È un passo avanti, un passo ragionevole e auspicabile.

LE RISORSE NATURALI NON SONO INFINITE

L’umanità sta viaggiando ad un ritmo tale che ci vorrebbero “quasi due pianeti, per l’esattezza 1,75” per reggere l’attuale consumo mondiale. Calcoli fatti dal “Global Footprint Network “, una organizzazione internazionale che promuove la sostenibilità attraverso l’impronta ecologica. L’ha fondata un ambientalista svizzero – Mathis Wackernagel – che opera da tre sedi strategiche: Oakland (California), Bruxelles e Ginevra.

Calcolo fatto per l’Italia:il giorno in cui finiscono le risorse che possono essere rigenerate nel corso di un anno, quest’anno  è arrivato in anticipo. Cioè il 28 luglio. Annullati i progressi segnati nell’anno nero del Covid (2020). Urgente una svolta.