Cristiano Ronaldo, perse le prove del presunto stupro. File degli avvocati: “L’ho presa di lato. Continuava a dire no”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 ottobre 2018 17:37 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2018 8:13
Cristiano Ronaldo, perse le prove del presunto stupro. File degli avvocati: "L'ho presa di lato. Continuava a dire no"

Cristiano Ronaldo, perse le prove del presunto stupro. File degli avvocati: “L’ho presa di lato. Continuava a dire no” (Foto Ansa)

TORINO – “L’ho presa di lato. Si è resa disponibile. Era sdraiata su un fianco, a letto, e sono entrato da dietro. E’ stato un gesto rude. Continuava a dire ‘No. Non farlo'”: con queste parole, secondo quanto riferisce il giornale tedesco Der Spiegel, Cristiano Ronaldo nel settembre del 2009 avrebbe descritto quanto accaduto a Las Vegas con Kathryn Mayorga, la donna che lo accusa di stupro.

CR7 avrebbe raccontato questi dettagli ad uno dei suoi avvocati che gli aveva domandato di descrivere che cosa fosse successo dal primo contatto fisico con Mayorga. Lo Spiegel avrebbe preso visione dei documenti grazie a quando emerso dai whistleblower dei cosiddetti Football Leaks. 

“L’ho presa di lato. Si è resa disponibile. Era sdraiata su un fianco, a letto, e sono entrato da dietro. E’ stato un gesto rude. Non abbiamo cambiato posizione per 5-7 minuti. Ha detto che non voleva farlo, ma si è resa disponibile. Per tutto il tempo il rapporto è stato rude, l’ho girata dalla sua parte, ed è stato veloce. Forse le ho provocato alcuni lividi quando l’ho afferrata (…). Poi mi ha masturbato (…), Ma continuava a dire “No”. “Non farlo”. “Non sono come gli altri”. In seguito mi sono scusato”. All’avvocato che gli chiese se la signora avesse mai urlato o alzato la voce, Ronaldo avrebbe risposto: “Ha detto di no e si è fermata più volte”.

Questi sono alcuni dei dettagli riferiti dallo Spiegel che starebbero emergendo nelle ultime ore sulle indagini partite nel 2009, in seguito alla denuncia di Kathryn Mayorga. Indagini con non pochi elementi oscuri. Come il fatto che le prove raccolte all’epoca, ovvero il vestito e la biancheria intima della donna indossati quella notte del 13 giugno 2009 e consegnati da lei all’ospedale dopo la presunta violenza, siano andate perse. 

In un primo tempo gli avvocati di Ronaldo pensarono ad una strategia difensiva volta a dimostrare che le lesioni al retto riscontrate nella presunta vittima, che all’epoca aveva 25 anni, fossero state autoinflitte. Alla fine, però, si passò ad un accordo extragiudiziale e nel 2010 la Mayorga firmò per il suo silenzio in cambio di 375mila dollari. Ma dopo le notizie apparse sulla stampa nelle ultime settimane l’inchiesta è stata riaperta e Ronaldo dovrà ora difendersi in sede penale e civile. Anche se sul campo la cosa non sembra turbarlo.