Juventus, caso Del Piero e bufera stadio: Andrea Agnelli contestato dai tifosi

Pubblicato il 23 Ottobre 2011 9:34 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2011 1:07

Andrea Agnelli (Foto LaPresse)

TORINO  – Il rendimento della Juventus in campionato è ottimo ma Andrea Agnelli, presidente dei bianconeri, è nell’occhio del ciclone per le dichiarazioni rilasciate su Alessandro Del Piero nell’ultimo cda del club torinese.

Era necessario ufficializzare l’addio di Del Piero, bandiera della Juventus,  a fine stagione?  Il trattamento riservato dalla società bianconera al proprio capitano non è piaciuto al popolo juventino e così le proteste dei giorni scorsi si sono trasformate in una dimostrazione d’affetto a senso unico.

Gli striscioni esposti allo Juventus Stadium  si sprecavano: da “Alex unico amore” a “Il nostro mondo è bianconero solo se c’è Del Piero“, senza dimenticare “Capitano rinnova fino a 40 anni” fino a “Non c’è Juve senza Del Piero“.

La manifestazione popolare di ieri sera rimarrà un episodio indelebile nella storia della Juventus. Mai un intero stadio si era schierato a favore del suo capitano e contro il proprio presidente: “Caro presidente, ricordati che Juve è uguale Del Piero” e “Andrea Agnelli la Juve non si tradisce, ma si ama“.

L’amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta, ha cercato in modo sterile di difendere il suo principale: “E’ stato strumentalizzato un atto con cui il presidente ha voluto rendere omaggio a un campione“.

La tifoseria della Juventus è schierata con Del Piero (Foto LaPresse)

Anche Lapo Elkann non è riuscito a calmare il popolo bianconero: “Mio cugino  ha fatto capire che noi ci teniamo ad averlo vicino alla Juve: è stato un tributo affettuoso per un emblema dell’Italia”.

Del Piero era motivatissimo. Il numero 10 bianconero voleva ripagare i suoi tifosi con un gol decisivo contro il Genoa ma Antonio Conte, allenatore della Juve, non è stato suo complice e lo ha inserito solamente al novantesimo minuto.

Non solo striscioni. Quando al 3′ della ripresa Del Piero è sceso dalla panchina per iniziare il riscaldamento con Milos Krasic si è alzato il coro “Un capitano, c’è solo un capitano“.

Anche i senatori della squadra sono dalla parte del loro capitano. Sentire per credere; Claudio Marchisio: “E’ bastato un suo sguardo per darci la carica  perché è un grande capitano e la sua situazione non la fa mai pesare nello spogliatoio“.

La morale di Juventus-Genoa è chiara: non si ammaina in questo modo una bandiera, ci vuole rispetto per Alessandro Del Piero. Firmato i tifosi della Juventus.

Nelle ultime ore un’altra bufera si è abbattuta sui vertici societari della Juventus. Il nuovo stadio della Juventus, investito da un’indagine che fra i reati annovera un teorico ”pericolo di crollo colposo”, ospiterà le  prossime partite casalinghe dei bianconeri, compresa quella della settimana prossima con la Fiorentina.

Nel frattempo, però, il catino resterà sotto osservazione: la Procura di Torino ha chiesto a un team di specialisti di verificare la stabilità delle strutture e la stessa Juventus, per ordine del sindaco Piero Fassino, dovrà effettuare un monitoraggio continuo, informando l’amministrazione comunale.

L’inchiesta si sviluppa su parecchi fronti, tutti legati all’acciaio utilizzato per i due super pennoni da 86 metri (il simbolo stesso del nuovo stadio) e altre sovrastrutture. Ci sono le verifiche sulla stabilità del complesso, c’è la truffa contrattuale (materiale per la costruzione diverso da quello concordato) e c’è l’ipotesi che il problema sia emerso durante i lavori ma sia stato in qualche modo nascosto per ottenere l’agibilità in vista dell’apertura del campionato.

La consulenza disposta dai magistrati avrà tempi lunghi. Ci vorranno mesi prima che la squadra coordinata da Giuseppe Ferro, docente di ingegneria strutturale al Politecnico di Torino, e Franco Braga, ordinario di tecnica delle costruzioni a ”La Sapienza” di Roma, arrivino a una conclusione.

Ma le prime indicazioni arriveranno fra un mese, alla vigilia del ritorno a Torino dei bianconeri (Juventus-Palermo, 20 novembre). Gli inquirenti, che hanno raccolto la ”notizia di reato” pochi giorni fa, si sono mossi a tamburo battente e ieri, durante le perquisizioni, hanno informato le autorita’: il vertice fra Juventus, Comune e Prefettura ha sancito che lo stadio è agibile e quindi, osservano a Palazzo di Giustizia, ”si gioca sotto la responsabilità di chi ha preso la decisione”. Tutto ruota attorno a una grossa partita di acciaio acquistata dai costruttori (l’associazione temporanea di imprese Rosso-Gilardi) da un’industria di Nogara (Verona) del gruppo Marcegaglia tramite una societa’ intermediaria.

Il materiale – secondo le prime ipotesi – non era quello previsto dai contratti e i pm stanno individuando i responsabili per iscrivere i loro nomi nel registro degli indagati e aggiungerli ai tre (il direttore dei lavori, lo strutturalista, il collaudatore) già raggiunti dall’avviso di garanzia: si procede, in questo caso, per ”frode in commercio”.

Il ”falso ideologico” si riferisce al presunto tentativo di mascherare il problema. Il certificato di collaudo è stato rilasciato l’8 agosto dopo sedici ispezioni e una lunga serie di operazioni (il prelievo di ”talloni” delle lamiere, la campionatura di travi e portagradoni, prove di carico e trazione). Nei giorni seguenti, però, furono fatti altri lavori. La Procura si chiede il motivo, e l’avvocato Gian Paolo Zancan, uno dei difensori, fornisce la risposta:

”L’acciaio era privo di alcune caratteristiche e, per questo, sono stati apportati dei lievi correttivi. Si tratta comunque di materiale provvisto di certificato Ce, perfettamente in regola dal punto di vista della sicurezza. Se ci sono violazioni, sono solo di natura contrattuale che non riguardano collaudatori e direttori dei lavori”. Ed è in quella direzione che, adesso, sta lavorando la Procura.