Milan e crisi. Libero e Dagospia: “Non solo cessioni, anche 40 licenziamenti”

Pubblicato il 14 Giugno 2012 20:43 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2012 20:43

Silvio Berlusconi allo stadio (LaPresse)

MILANO – Non solo un mercato all’insegna dell’austerity con sulla lista dei possibili partenti pezzi pregiatissimi come il difensore Thiago Silva. Sul Milan aleggia anche lo spettro dei licenziamenti. E non si tratta neppure di mancati rinnovi di contratto di calciatori “anziani” e costosi come Filippo Inzaghi e Rino Gattuso: si tratta di veri e propri licenziamenti.  Di comuni mortali, quelli che a via Turati, sede del club, curano l’amministrazione

Scrivono Dagospia e il sito del quotidiano Libero che su 180 dipendenti potrebbero “saltare” una quarantina di persone. Non nomi famosi, “normali” dipendenti. Dagospia è ancora più preciso e spiega che addetto alla selezione dei licenziati dovrebbe essere proprio chi per anni ha mandato avanti la società, ovvero Adriano Galliani.

La crisi, insomma, morde anche il club. Il perché è presto detto: da un lato c’è il fantasma della sentenza sul Lodo Mondadori e lo spettro di un maxi risarcimento da 560 milioni che l’azienda della famiglia Berlusconi potrebbe dover pagare alla Cir. Dall’altro c’è il fatto che di compratori per il Milan non se ne vedono. Berlusconi, a malincuore, davanti ad un’offerta irrinunciabile sarebbe anche pronto a cedere. La crisi, però, morde anche quei magnati arabi che ancora non hanno comprato squadre di calcio. E il Milan non è affare alla portata di imprenditori “normali”.