Barbara D’Urso su elicottero Finanza, come ridicolizzare la salute pubblica

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 Aprile 2020 11:57 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2020 16:24
Pomeriggio 5: Barbara D'Urso su elicottero Finanza, come ridicolizzare la salute pubblica

Barbara D’Urso su elicottero Finanza, come ridicolizzare la salute pubblica

ROMA – Barbara D’Urso su elicottero della Guardia di Finanza. Ha fatto benissimo Barbara D’Urso a chiedere di salire su quell’elicottero, è il suo mestiere e la richiesta era più che legittima.

E’ stata invece molto, molto incauta la Guardia di Finanza nel dire di sì, prego, si accomodi, salga, si decolla all’ora tale dall’eliporto tale.

Molto incauta la Guardia di Finanza, devono aver pensato in molta ingenua buona fede che Barbara D’Urso sul loro elicottero avrebbe per così dire popolarizzato il loro duro lavoro e compito di far rispettare le regole.

Certamente alla Guardia di Finanza hanno pensato qualcosa del genere, in più un po’ di fascino dell’audience, insomma buona stampa, buona vetrina per il Corpo delle Fiamme Gialle.

Hanno pensato male. Ma la guardano la tv? E, se la guardano, hanno capito qual è il format, il timbro narrativo, la categoria espressiva, la nota di pubblico sentire che Barbara D’Urso legittimamente e proficuamente suona?

Che Barbara D’Urso su quell’elicottero, con le sue consuete e note modalità espressive e narrative, avrebbe finito per rendere il tutto aneddoti e gridolini, per raccontare il tutto come uno strano ma vero…tutto questo era una certezza, era nel format.

Barbara D’Urso non le va rimproverato nulla…a lei. Ma il servizio televisivo in cui l’elicottero con lei a bordo insegue un singolo trasgressore, da solo in spiaggia refrattario alle misure anti contagio, ridicolizza. Ridicolizza quel servizio niente meno che la difesa della salute pubblica.

Quel servizio è una narrazione in cui l’elicottero degli uomini in divisa ha la parte del grasso e goffo sergente Garcia e il fuggiasco sulla spiaggia è Zorro. Quel servizio racconta una favola dove il controllo è occhiuto ed esagerato e i cittadini asfissiati.

Quel servizio è alibi e nutrimento per tutti quelli che vanno raccontando la bugia lagnosa che è quarantena come e peggio che in Cina.

Se ne vedono sui social quanti ne vuoi di video dove si gioca a guardie e ladri. E lo stesso fa la tv del pomeriggio, la tv detta del sentimento, dell’emozione, del sentir comune titillato a dovere. Raccontarsela che è gioco a guardie e ladri fa ascolto e simpatia e acqua che va per l’orto di chi non ci sta e non ci vuole stare alle regole.

Raccontarla a guardie e ladri, raccontarla a chi schiva la multa e a chi vuole appioppargliela è un modo efficace per mettere in ridicolo e alla berlina quel po’ o quel tanto di difesa collettiva della salute pubblica che si tenta di fare sotto epidemia.

Peccato che chi cura l’immagine della Guardia di Finanza non l’abbia capito che alle Barbara D’Urso andava opposto un cortesissimo rifiuto al passaggio in elicottero. Peccato, sarà per la prossima volta.