Non è L’Arena: Roma, VIDEO nella stazione Repubblica chiusa da ottobre: scala mobile ancora rotta

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2019 11:30 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2019 14:24
non è l'arena massimo giletti

Non è L’Arena: Roma, VIDEO dall’interno della stazione Repubblica chiusa da ottobre: la scala mobile è ancora rotta

ROMA – A Roma, lo scorso 23 ottobre, ha ceduto la scala mobile della stazione metro A di piazza della Repubblica per via del peso di decine di tifosi del Cska di Mosca a Roma per la partita di Champions League. A Non è l’Arena su La7, domenica 9 giugno sono andate in onda le immagini esclusive riprese dopo circa 8 mesi dalla chiusura della stazione mostrano che in tutto questo tempo non  è stato fatto nulla. Massimo Giletti le mostra in esclusiva e commenta: “Questo è il gradino spaccato della scala mobile. Sono passati sette mesi e dall’esterno io pensavo che qualcuno avesse operato. Queste immagini sono di pochissimi giorni fa”.

Il presidente Atac Paolo Simioni, intervistato sempre a “Non è l’Arena”, spiega che la fermata Repubblica della Metro A sarà riaperta a partire dalla settimana successiva a quella che sta per iniziare, dunque dal 18 giugno. Simoni ha spiegato che durante le esecuzioni per le prove, a metà gennaio, si sono lesionati alcuni dischi “che sono pezzi speciali che abbiamo dovuto ordinare e tra la produzione e la messa in opera sono passati altri 3 mesi e siamo arrivati a 5 mesi e mezzo. Da inizio maggio hanno iniziato a lavorare, riusciremo ad aprirla prima di fine giugno”. La dichiarazione, in realtà sembra non coincidere con quello che si vede nel video trasmesso in esclusiva su La7.

Simioni ha parlato anche della fermata Barberini della Metro A di Roma anch’essa chiusa, ed ha spiegato che la stazione è stata dissequestrata la scorsa settimana dalla magistratura. “Ora possiamo entrare per verificare le cose da fare; poi presenteremo il piano alla Procura” per poter procedere con i lavori.  “Immaginare le difficoltà di questa azienda è difficile: è un gigante che non ha mai prodotto utili e ha 2100 creditori. Evitare che finisca in fallimento e avviarla a risanamento è una impresa ciclopica – ha anche spiegato Simioni – Quando sono arrivato c’erano 47 dirigenti ora ce ne sono 36. Lo scorso anno abbiamo licenziato 40 dipendenti per vari motivi, anche disciplinari”.

Per il presidente della municipalizzata “un’azienda come Atac non può prescindere dal passato: dal 2000 al 2010 abbiamo ricevuto 70 milioni l’anno, da 2010 al 2017 abbiamo ricevuto 70 milioni in 7 anni. E’ stata una crisi che si è avvitata: mancanza di investimenti, più guasti, minori ricavi e quindi minori servizi al passeggero”, ha proseguito il presidente di Atac, il quale ha detto di vedere “sicuramente un futuro migliore per Atac: il bilancio 2018 si chiude in positivo per la prima volta nella storia di questa azienda”.

E ancora, rispondendo ad alcune domande riguardanti riparazioni che sarebbero avvenute con presunte fascette, Simoni ha detto: “Noi non siamo quelli che mettono le fascette ma quelli che denunciano quelli che mettono le fascette”. 

Fonte: La7, Atac