Fioravanti/ Non solo Bologna, storia di un serial killer che l’Italia riaccoglie benevola

Pubblicato il 5 Agosto 2009 16:09 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2009 21:03

Valerio Fioravanti in Shango

Pubblichiamo il testo di un commento su Valerio Fioravanti stampato sul Sole 24 Ore di mercoledì 5 agosto.

«A leggere i giornali di ieri, senza eccezione alcuna, Giusva è tornato. La libertà concessa al terrorista Valerio Fioravanti, detto Giusva dagli anni felici di bambino attore in tv, è occasione per celebrare l’uomo di famiglia, il lavoratore indefesso, il profeta che si batte contro la pena di morte. Giusva è stato condannato per l’omicidio di 83 innocenti… ma i suoi esegeti parlano solo della contestata sentenza sulla strage di Bologna che l’ex bimbo prodigio contesta. Glissano sugli assassinii che lo vedono reo confesso, quando il loro eroe sparava con il mitra contro le casalinghe di una radio o i ferrovieri in riunione, freddava un geometra, massacrava un poliziotto di 19 anni con la battuta: gratuitamente!, finiva senza pietà il giudice Amato e due carabinieri… Da bambino Giusva era protagonista di Carosello… Adesso l’Italia del carosello perenne lo riaccoglie ridente tra applausi. Che le sue vittime riposino in pace e ci perdonino tutti».

Pubblichiamo quel che Il Sole 24 Ore stampa, non a caso.