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Pensioni d’oro. Franco Abruzzo: “Costruite col lavoro. Baby costo 7,5 miliardi “

Pensioni d'oro. Franco Abruzzo: "Costruite col lavoro. Baby costo 7,5 miliardi "

Franco Abruzzo: Non sono pensioni d’oro, sono il frutto di anni di contributi opagati

ROMA – (ADNKRONOS)  ”C’E’ UNA VENTATA DI ODIO SOCIALE CHE PRENDE DI MIRA UNA CATEGORIA DI CITTADINI CHE HA 35-40-50 ANNI DI LAVORO ALLE SPALLE”.

AD AFFERMARLO ALL’ADNKRONOS E’ FRANCO ABRUZZO, PRESIDENTE DELL’UNIONE NAZIONALE PENSIONATI PER L’ITALIA ([email protected]), CONSIGLIERE DELL’ORDINE DEI giornalisti DELLA LOMBARDIA (DI CUI E’ STATO PRESIDENTE DAL 1989 AL 2007), COMMENTANDO LE 7 MOZIONI CONTRO LE COSIDDETTE ‘PENSIONI D’ORO’ PRESENTATE DA 121 DEPUTATI DI M5S, FDI, SEL, SC, PD, LEGA E NCD E CHE PUNTANO AD INTRODURRE ”UN PRELIEVO STRAORDINARIO SUI REDDITI DA PENSIONE SUPERIORI AD UN DETERMINATO IMPORTO”.

Le MOZIONI CHE SARANNO DISCUSSE L’8 GENNAIO NELL’AULA DI MONTECITORIO.

”NON ABBIAMO VELLEITA’ ELETTORALI – ASSICURA ABRUZZO – SIAMO UNA LOBBY, CHE RAGGRUPPA MANAGER, giornalisti, MAGISTRATI, UFFICIALI, CHE DIFENDE INTERESSI LEGITTIMI DI CHI HA LAVORATO E HA SEMPRE PAGATO LE TASSE”.

“NON DIMENTICHIAMO POI CHE UN TERZO DELLE PENSIONI VA ALLO STATO SOTTO FORMA DI TASSAZIONE”, SPIEGA SOTTOLINEANDO CHE L’UNICA BARRIERA CONTRO UN PROVVEDIMENTO DA LUI DEFINITO “ABNORME” SONO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E LA CORTE COSTITUZIONALE.

IN OGNI CASO, AGGIUNGE, ”NON DIFENDIAMO LE ‘BABY PENSIONI’ CHE COSTANO 7,5 MILIARDI ALL’ANNO. QUELLE CHE DIFENDIAMO SONO LE PENSIONI COSTRUITE CON IL LAVORO”. PERTANTO, SOTTOLINEA ABRUZZO, ”CHIEDIAMO L’UGUAGLIANZA E DI ESSERE CONSIDERATI ALLA PARI DI CHI LAVORA”.

“SIAMO CITTADINI DI QUESTO PAESE E NON CI SOTTRAIAMO ALLA SOLIDARIETÀ – SOTTOLINEA – CHE PERO’ DEVE ESSERE LA STESSA PER PENSIONATI E LAVORATORI. LO SFORZO NON PUO’ RICADERE SOLO SU UNA PARTE DEI CITTADINI PERCHE’ SAREBBE DISCRIMINATORIO”.

LE TASSE, SPIEGA ANCORA ABRUZZO, ”DEVONO AVERE UNA PORTATA UNIVERSALE E NON POSSONO COLPIRE UNA SOLA CATEGORIA DI CITTADINI, COME EVIDENZIA LA CORTE COSTITUZIONALE NELLA SENTENZA 116 DEL 2013 DELLA CONSULTA”.

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