Scontri a Belo Horizonte durante Brasile-Uruguay: molotov, pietre, feriti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2013 0:09 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2013 0:09
Proteste a Belo Horizonte

Proteste a Belo Horizonte (foto Ansa)

SAN PAOLO – Nello stadio il Brasile, faticando, ha fatto il suo qualificandosi per la finale di Confederations Cup. Fuori dallo stadio, però, nuovi episodi di violenza hanno caratterizzato alcune delle manifestazioni di protesta popolare in corso da oltre due settimane in tutto il Brasile.

La situazione più calda a Belo Horizonte, vicino allo stadio ‘Mineirao’, proprio mentre si svolgeva la partita tra Brasile e Uruguay.  Tafferugli sono scoppiati tra alcuni dimostranti più violenti e la polizia militare, che stava presidiando in maniera massiccia l’impianto. I vandali si sono staccati dal corteo pacifico di oltre 50 mila persone, partito dal centro della città, e hanno tentato di forzare le transenne disposte dalle forze dell’ordine attorno allo stadio.

Gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni per disperdere la folla.  Un gruppo di manifestanti particolarmente esaltati ha anche lanciato pietre in direzione della polizia: una reporter di Globonews è rimasta ferita in maniera non grave. Un altro drappello di dimostranti più scatenati ha saccheggiato alcune concessionarie di automobili e appiccato il fuoco ad oggetti posti lungo la strada per ostacolare il passaggio dei veicoli.    La polizia locale ha finora arrestato 24 persone, la maggioranza delle quali per possesso di oggetti pericolosi e saccheggio.

Durante i tumulti, un manifestante è rimasto ferito dopo essere probabilmente caduto da un viadotto.    Situazione più tranquilla a Recife e Brasilia, dove pure si sono svolte manifestazioni pacifiche, anche se meno numerose. Nella capitale disegnata da Oscar Niemeyer, in particolare, circa duemila persone si sono concentrate nella Spianata dei Ministeri, da dove hanno lanciato centinaia di palloni di calcio in direzione del Parlamento. Gli oggetti (594, equivalenti al numero di deputati e senatori) erano stati collocati in mattinata da una ong che combatte la corruzione: l’idea era di simboleggiare il passaggio di consegne dalla popolazione ai parlamentari, chiedendo loro di agire con piu’ decisione a favore del Paese.