Clima: tra 30 anni Milano come Dallas…Tutti migreranno 1000 km a Nord

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 12 Luglio 2019 12:51 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2019 12:51
Clima, riscaldamento globale: tra 30 anni Milano come Dallas...Tutti migreranno 1000 km a Nord

Clima: gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra nella foto d’archivio Ansa

MILANO – Tutti più a Nord. In una trentina d’anni ci sposteremo tutti un migliaio di chilometri più a Nord. Esseri umani e clima. Milano avrà ad esempio le stesse condizioni climatiche che vive Dallas oggi. Sì, quella del celeberrimo telefilm, dei cavalli e, appunto, del gran caldo. Accadrà perché il riscaldamento della nostra atmosfera ‘sposterà’ il clima nell’emisfero boreale trasformando quelle che sono ora zone temperate in tropicali. Con un costo difficilmente immaginabile per infrastrutture e salute.

E così anche noi, anche i milanesi vorranno seguire il loro clima traslocando verso settentrione. Il fatto di essere seduti su un’auto lanciata a tutta velocità verso un muro e senza nessuno alla guida non sembra interessarci più di tanto. Leggiamo con cadenza più che mensile report, studi, proiezioni e indagini che ci dicono come nel giro dei prossimi, pochi, decenni andremo incontro a cambiamenti climatici estremi. E in realtà già li vediamo in atto, dal tornado greco alle grandinate sulle nostre coste adriatiche dei giorni scorsi. Leggiamo eppure non facciamo nulla.

Puntuale in questi giorni è stato pubblicato l’ennesimo studio che dovrebbe allarmarci anche perché prova a rendere in maniera molto concreta, molto comprensibile quello che accadrà praticamente domani. Oltre tre quarti delle principali città del pianeta subiranno cambiamenti “sorprendenti” per temperatura e piovosità, dicono i ricercatori dell’Università ETH di Zurigo. Il 22 per cento delle metropoli, tra cui Singapore e Giakarta, soffriranno poi condizioni climatiche estreme, mai sperimentate prima al mondo.

E tutto questo, secondo il professor Tom Crowther, in base a modelli di previsione che considerano un riscaldamento terrestre “moderato”, supponendo cioè che le emissioni di CO2 si stabilizzino entro la metà del secolo. Circostanze che tradotte significano uno spostamento delle città nell’emisfero settentrionale verso condizioni climatiche che oggi si trovano circa 1.000 chilometri più a Sud.

Nelle città europee le temperature aumenteranno in media di 3,5° C gradi d’estate e 4,7 in inverno. A Milano è prevista un’impennata fino a 7,2° nel mese più caldo, con una media annua di + 2,5°. Così nel 2050, quando chi è nato oggi avrà appena 30 anni, Londra somiglierà meteorologicamente all’attuale Barcellona, Monaco di Baviera a Milano, Stoccolma a Budapest, Seattle a San Francisco, Madrid a Marrakech, Edinburgo a Parigi in un elenco che chiunque può divertirsi ad allungare mappamondo alla mano.

Come avverte lo studio tutto ciò avrà costi enormi, catastrofici in alcuni casi, per infrastrutture da adeguare e ricostruire dopo alluvioni e valanghe e per la salute pubblica che, ovviamente, ne risentirà. Specie in un Paese di anziani come si annuncia essere il nostro tra trent’anni. E poi l’agricoltura, cioè il cibo. Ampie zone oggi coltivate diventeranno infatti incoltivabili o comunque molto meno produttive di oggi, con conseguenze sull’approvvigionamento e, neanche a dirlo, sulle migrazioni. Più di oggi centinaia di migliaia di persone proveranno a spostarsi, e probabilmente saremo di nuovo anche noi italiani a farlo, specie chi oggi vive nelle regioni come la Sicilia che più saranno protagoniste in negativo dei fenomeni climatici.