Stupro in Caserma, La Russa sdegnato con i carabinieri: gettano discredito sulla categoria. Ma lui diede del pedofilo a un italiano per strada…

Pubblicato il 7 Marzo 2011 11:02 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2011 11:03

Ignazio La Russa

ROMA – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sostiene che lo stupro di una donna nella caserma del Quadraro a Roma resta ”un fatto di una gravità spaventosa anche se non fosse accertato il reato” e ”non deve più succedere in una caserma dei carabinieri”. Lo ha affermato in una intervista al ‘Corriere della Sera’ pubblicata domenica.

Il ministro, con aria sdegnata, dice che per quei tre carabinieri coinvolti “non c’è spazio per alcun tipo di giustificazione”, nemmeno ”nel caso assurdo in cui si accertasse che ci fosse stata provocazione, che non credo ci sia stata”. Il gesto, è il ragionamento del ministro, è ancora più grave perché a compierlo sono stati dei rappresentanti delle istituzioni. E il loro comportamento getta discredito “sui  carabinieri che con sacrificio fanno il proprio dovere in Italia e all’estero”.

Con i dovuti distinguo, verrebbe da dire da che pulpito viene la predica. In fatto di rappresentanti delle istituzioni che si sono prodigati in gesti che gettano discredito su tutta la categoria, infatti, si ricordano ancora le gesta dello stesso La Russa che il 12 ottobre del 2009 a New York, durante la celebrazione del Columbus Day, fece la linguaccia a dei contestatori italiani e urlò con fare da stadio contro uno di loro: “Mi ricordo, sei un pedofilo. Vergognati, mi ricordo cosa facevi, alle bambine”. Di quel triste episodio venne girato anche un video di cui pochi si ricordano ma che ci fece fare la consueta figuraccia internazionale.