Lo stilista Hugo Boss? Un nazista che sfruttò i prigionieri di guerra

Pubblicato il 22 Settembre 2011 16:03 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2011 16:12

ROMA, 22 SET – Lo stilista tedesco Hugo Ferdinand Boss era un nazista. E’ la tesi dello storico tedesco Erman Koster, professore universitario di storia militare, raccontata nel libro “Hugo Boss, 1924-45″, commissionato dalla stessa casa d’alta moda. La vicenda è rivelata dal sito tedesco The Local.

”E’ chiaro che Hugo F. Boss sostenne il partito non solo a causa dei contratti che aveva per la fornitura delle uniformi naziste, ma anche perché era un seguace del nazionalsocialismo”.

Che Boss avesse avuto contatti stretti con il regime non è cosa nuova, come hanno sostenuto ricerche pubblicate in precedenza, tuttavia ora il libro dello storico tedesco chiarisce, una volta per tutte, la profondità e la natura della relazione. Tanto che la stessa casa Hugo Boss afferma sul suo sito web: ”Il gruppo ha pubblicato questo nuovo studio con il proposito di aggiungere chiarezza e obiettività alla discussione. Allo stesso tempo esprime il suo profondo dispiacere per quelli che soffrirono danni e pene nella fabbrica diretta da Hugo Ferdinand Boss sotto il regime nazista”.

In quella fabbrica che produceva divise furono infatti impiegati coattivamente 140 operai polacchi razziati dalla Gestapo e 40 prigionieri di guerra francesi. I detenuti, per lo più donne, vissero in condizioni difficili, con poco cibo e in condizioni igieniche scarse, lavorando a ritmi massacranti. Le loro condizioni cominciarono a migliorare nel 1944, un anno prima della fine della guerra, quando su espressa richiesta di Hugo Boss i lavoratori furono spostati in alloggi più grandi e le razioni di cibo aumentarono.