Ucraina, persone usate come scudi umani, morti tra i civili: crisi nell’est

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2014 19:18 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2014 19:58
Ucraina, persone usate come scudi umani, morti tra i civili: crisi nell'est

Carro armato ucraino a Sloviansk (Foto Lapresse)

KIEV – Persone usate come scudi umani, morti tra i civili e tra le forze dell’esercito di Kiev, mancanza di medicinali e di cibo: la situazione nell’Ucraina orientale precipita. Dopo la strage di Odessa è toccato a Sloviansk contare i morti. Una decina di persone sono state uccise ad un checkpoint in uno scontro a fuoco tra i filo-russi e i soldati governativi e un elicottero delle forze armate ucraine, un Mi-24, è stato abbattuto dalle forze di autodifesa. Il ministro dell’interno ucraino accusa i ribelli di usare la popolazione come “scudi umani”e di dar fuoco alle case.

Le milizie separatiste filo-russe parlano di dieci morti a Sloviansk, tra cui alcuni civili, l governo di Kiev ha ammesso che negli scontri sono rimasti uccisi quattro soldati mentre una trentina sono rimasti feriti.

Le violenze di queste ore in Ucraina sono “inaccettabili” e “i responsabili dovranno essere assicurati alla giustizia”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Il presidente ad interim ucraino, Aleksandr Turchinov, parla apertamente di “guerra”, mentre Mosca minaccia l’occidente dicendo che se non si ferma il conflitto “è a rischio la pace in Europa e parla di “catastrofe umanitaria” nelle regioni dell’est ucraino.

Il tutto mentre le regioni di Donetsl e Lugansk si preparano ai referendum indipendentisti di domenica 11 maggio. I separatisti filorussi sono decisi a tenere la consultazione anche tra barricate, assedi e scontri con l’esercito di Kiev, che sta intensificando la sua operazione proprio nel timore che un referendum, per quanto illegittimo e irregolare, possa produrre uno scenario analogo a quello della Crimea. Per lo stesso giorno nelle due regioni è annunciato anche una sorta di ”contro referendum” promosso e finanziato da oligarchi locali: il quesito sarà sul sostegno o meno alla proposta di unirsi a Dnipropetrovsk in una macroregione dell’est ma nell’ambito di una Ucraina unita.