Domenico Lucano, a Riace 4mila manifestanti: “Siamo tutti clandestini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 ottobre 2018 20:18 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2018 20:22
Domenico Lucano, a Riace 4mila manifestanti: "Siamo tutti clandestini"

Domenico Lucano, a Riace 4mila manifestanti: “Siamo tutti clandestini” (Foto Ansa)

RIACE (REGGIO CALABRIA)  – Quattromila persone hanno affollato Riace (Reggio Calabria) sabato 6 ottobre per manifestare la loro solidarietà al sindaco dell’accoglienza, Domenico Lucano, agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti.

I manifestanti hanno dato vita ad un corteo multietnico e colorato al grido du “siamo tutti clandestini” e “Mimmo libero”: hanno sfilato per le vie di Riace fino a giungere sotto casa di Lucano. E lui – che dal giorno dell’arresto in realtà non è più sindaco, essendo stato sospeso dall’incarico – di fronte a tanto affetto, si è commosso, si è affacciato alla finestra e poi ha salutato la folla col pugno sinistro chiuso.

Associazioni, partiti, sindacati, ma anche semplici cittadini hanno voluto testimoniare la loro vicinanza al sindaco che la rivista Fortune ha inserito due anni fa tra i 50 uomini più potenti del mondo per la sua politica di accoglienza ed integrazione che ha fatto di Riace un caso mondiale. E infatti, tra i tanti striscioni e cartelli esposti nel corteo, su uno si leggeva “Il mondo lo adora, l’Italia lo arresta”. “Riace non si arresta”, era scritto su un altro.

Fianco a fianco hanno sfilato italiani e extracomunitari. Alcuni vivono a Riace ormai da anni contribuendo a ripopolare il piccolo paese della Locride, altri sono giunti da fuori. A manifestazione ancora in corso è arrivato il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che già nei giorni scorsi se la era presa con i ‘buonisti’ che difendono Lucano. “Quando scoppiò il caso Diciotti l’Anm difese il pm tuonando ‘basta interferenze’, mentre Mattarella ricordò che ‘nessuno è al di sopra della legge’. Ora diranno le stesse cose?” ha detto.  A Salvini si è invece rivolta l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, presente al corteo, che lo ha invitato ad “impegnarsi di più per far arrestare i capi delle ‘ndrine”. E totale vicinanza al sindaco Lucano è giunta dal governatore della Calabria Mario Oliverio, che venerdì sera è andato a trovarlo a casa sua ed oggi ha ribadito di essere al suo fianco.

Un pensiero condiviso dalle migliaia che hanno sfilato per le vie di Riace. Già dalla tarda mattinata la cittadina è stata presa letteralmente d’assalto dal doppio della sua popolazione. La strada di accesso al paese era già bloccata ore prima dell’inizio del corteo per la quantità di auto e pullman giunti nella Locride. Il serpentone umano si è snodato per le stradine del paese, ha attraversato la piazza principale ed infine è arrivato sin sotto casa del sindaco. Qua è partito il canto “Bella ciao”, sentendo il quale Lucano, dietro alla zanzariera della sua finestra, si è commosso. “Tieni duro, continua a lottare sempre. In questa battaglia di civiltà non sarai mai solo!” gli hanno gridato dalla piazza. E lui ha aperto la finestra ed ha salutato mostrando il pugno chiuso. 

(Foto Ansa)