“Gemelli” Bianchi: 8 denunce ma nessun processo, così nasce un’impunità

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 Settembre 2020 9:29 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2020 9:29
Colleferro. "Gemelli" Bianchi: 8 denunce ma nessun processo, così nasce un'impunità

“Gemelli” Bianchi: 8 denunce ma nessun processo, così nasce un’impunità (Foto da Facebook)

“Gemelli” Bianchi, li chiamano gemelli perché sono l’uno quasi identico all’altro, nelle pose, nelle foto, nelle scelte di vita oltre che nei tratti somatici.

Gemelli veri e propri non sono, sono fratelli i due Bianchi oggi in carcere perché fortemente indiziati di aver partecipato al massacro di Willy Monteiro. Una rissa per caso cui più o meno per caso i due fratelli si son trovati coinvolti più o meno loro malgrado? Pare proprio di no, anzi proprio no.

OTTO DENUNCE MA NESSUN PROCESSO

I “gemelli” Bianchi assommavano prima della notte della morte di Willy ben otto denunce per rissa, violenza e altro similare. Ma nessuna di queste denunce è mai arrivata a processo. Il che conferiva alla coppia di fratelli un’aura di impunità, almeno agli occhi della gente di Paliano dove vivevano e dei paesi e cittadine vicine dove si spostavano con frequente regolarità.

L’AMICO E L’EPISODIO DEL VIGILE

Raccontano le cronache che non molto tempo fa uno dei quattro in carcere (uno degli amici dei “gemelli” Bianchi), redarguito da un Vigile Urbano non solo l’abbia mandato a quel paese ma l’abbia mandato anche faccia a terra usando le mani. Nulla ne è seguito, per “qualcuno” mettere le mani addosso a un Vigile non comportava conseguenze. Anche gli amici dei fratelli Bianchi erano insomma in zona una sorta di autorità, autorità attenta a far rispettare la loro legge e ordine.

IL SENSO DI IMPUNITA’

Ora sono in molti a raccontare che, quando accadeva qualcosa sul territorio, quando serviva chi menasse le mani, ai fratelli Bianchi si ricorreva, li si chiamava e loro accorrevano, come una sorta di “volante”. Volante di chi? Di chi comanda in zona. Le otto denunce mai arrivate a processo (per otto episodi denunciati, quanti altri tenuti sotto silenzio) davano sensazione e sostanza di impunità. Condita, se quel che oggi si racconta è anche solo in parte vero, da una discreta omertà…di territorio. Sotto l’alibi del farsi i fatti propri in molti, in troppi, accettavano che qua e là, là e anche qua, la legge dei “gemelli” fosse la più forte.

L’AMBULANZA NON C’ENTRA

Realtà, quella di un rispettoso tacere nei confronti dei fratelli Bianchi, che non fa piacere constatare a sindaci e autorità locali ma che emerge ad ogni piega dell’indagine. Realtà che si vorrebbe cancellare, per esempio col sospetto ingigantito oltre realtà di una ambulanza arrivata con colpevole ed esiziale ritardo. No, l’ambulanza non c’entra, è arrivata pochi minuti dopo la chiamata. C’entrano invece e molto, probabilmente in maniera decisiva, l’intoccabilità, l’impunità, l’immunità alla legge di cui godevano i fratelli Bianchi e il generale amore del quieto vivere mutato pian piano in sottomessa omertà.