Scuola chiusa per sciopero: ma in media solo un prof su cento aderisce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2019 10:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 11:04
Scuola chiusa per sciopero: ma in media solo un prof su cento aderisce

Scioperi scuola, solo l’1% dei prof aderisce (foto Ansa)

ROMA – “Domani c’è sciopero”. Per gli alunni che assaporano già il giorno imprevisto di festa come per i genitori esasperati e rassegnati ad altre ore di lezione perse, il messaggio è chiaro: la scuola resterà chiusa. Questo l’andazzo, questa la prassi. Solo che poi si scopre che, per esempio, nei dodici scioperi indetti quest’anno (da ottobre 2018 al ottobre 2019) la media della partecipazione di insegnanti e personale è di un prof su 100. Così a spanne.

Perse in un anno 2,5 milioni di lezioni

Il sito Tuttoscuola.com i numeri li ha pubblicati con dovizia e precisione. Nello sciopero più riuscito, quello dell’8 marzo scorso, su 983mila dipendenti scuola in servizio, il personale assente per sciopero ammontava a 15.908 unità. L’1,62%.

Nel frattempo, in un anno, sono andate perse 2,5 milioni di lezioni. E’ chiaro che, a livello politico, urge una seria riforma della rappresentanza sindacale. Perché dietro la proclamazione di ogni singola agitazione c’è una sigla sindacale che magari impegna qualche decina di iscritti. Ma la grancassa mediatica a quel punto è partita annunciando “venerdì neri” ed enfatizzando disagi da tregenda. 

Di 177 sigle sindacali, 114 con meno di cento iscritti

Delle 177 sigle in campo, 114 hanno meno di 100 iscritti. Per dire, quando il comparto marciò compatto nel 2015 contro la riforma della Buona Scuola del governo Renzi, sotto le insegne Cgil-Cisl-Uil a scioperare fu il 65% dei dipendenti.

Perché i prof non comunicano ai presidi l’adesione?

Succede – lo rileva anche Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera – che gli insegnanti dovrebbero comunicare ai presidi, entro dieci o cinque giorni dalla proclamazione, se intendono aderire o meno. Facile capire che in questo modo i dirigenti d’istituto potrebbero dire in anticipo se la scuola debba chiudere o meno a seconda del numero di adesioni.

Non è così. Il dipendente scolastico deve comunicare ma non è obbligato, la scelta è volontaria, lo dice la legge. E si capisce perché: se aderisce e lo comunica scatta la ritenuta sullo stipendio. Se non comunica il preside, per non saper né leggere né scrivere, chiuderà l’istituto e buonanotte. (fonte Tuttoscuola.com)