Tassa vacanze: 100 euro a famiglia. 705 Comuni la fanno pagare, 4 anni fa erano meno di 10

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 agosto 2015 8:21 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 8:27
Tassa vacanze: 100 euro a famiglia. 705 Comuni la fanno pagare, 4 anni fa erano meno di 10

Foto d’archivio

ROMA – Non importa che sia mare o montagna, che sia una città d’arte o un paesino caratteristico, che siano italiani o stranieri, che sia hotel, residence o bed and breakfast. In media una famiglia di quattro persone per una settimana di vacanza dovrà pagare un centinaio di euro. E‘ l’imposta di soggiorno e di sbarco prelevata in 705 comuni meta di villeggiatura. L’8,6% in più dello scorso anno, certifica la Uil servizio politiche territoriali. La tassa ovviamente varia (e non di poco) da una località all’altra e in base alle stelle della struttura dove si alloggia. E pensare che solo 4 anni fa erano solo meno di dieci i Comuni dove questa tassa veniva applicata. Oggi non vi è centro vacanziero che abbia rinunciato ad attingere alle tasche dei villeggianti per ridare ossigeno ai bilanci.

La legge dice che la tassa sulla villeggiatura può andare da 10 centesimi al massimo di 5 euro al giorno, con l’eccezione della Capitale che può arrivare a 10 euro, mentre nelle isole minori la fa da padrona la tassa di sbarco, che però non può andare oltre l’euro e mezzo. E si paga per tutto. Gli hotel, bed and breakfast ed agriturismi. Persino chi sceglie un più economico campeggio non è esente dal pagamento.

Ma a cosa serve? Paolo Russo su La Stampa spiega:

Il gettito dovrebbe servire a finanziare cose come il recupero e la manutenzione dei beni culturali troppo spesso in stato d’abbandono, i servizi pubblici locali e il turismo in generale. Spesso i 430 milioni versati lo scorso anno dal popolo dei vacanzieri sono andati a turare le falle dei bilanci comunali. I servizi restano quello che sono. Ma intanto si paga. E nemmeno poco. Una famigliola standard con genitori e due figli, che voglia sfidare caldo e scioperi per visitare in una settimana la Capitale, per soggiornare in un hotel a tre stelle, deve sborsare 4 euro a notte a testa. Sembra poco, ma moltiplicate per quattro e per il numero delle notti e si arriva alla bella sommetta di 112 euro. Non quanto la media della Tasi prima casa ma poco ci manca.

A Venezia si va da un euro a 5 in base alle stelle di dove si alloggia, in bad and breakfast si sganciano 3 euro al di. A Viareggio si va da 1 euro al giorno per un due stelle ai 4 euro per un super-hotel da quattro.  Stessa base di partenza per Taormina, che però poi si ferma a 2 euro e mezzo per gli alberghi al top, esentando tutto il resto. Che larga parte delle località di vacanze invece tassa. Firenze, che quest’anno ha aumentato l’imposta di 50 centesimi, a chi soggiorna in agriturismo chiede 3 euro e mezzo, 2,5 e uno e mezzo per chi alloggia rispettivamente in un B&B o in tenda.

Chi incassa di più? A incassare di più sono le malandate casse capitoline che incamerano 59,5 milioni di euro, mentre Milano ne introita 35,5, Venezia 25, Firenze 22 e Torino 7,7.