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Datagate, Snowden: “Pressioni da Usa perché Paesi Ue non mi dessero asilo”

Datagate, Snowden: "Pressioni da Usa perché Paesi Ue non mi dessero asilo"

Edward Snowden (Foto LaPresse)

ROMA – “Gli Stati Uniti hanno fatto pressioni perché i Paesi europei non mi dessero asilo politico“. Edward Snowden, la “talpa” del Datagate, lo scrive in un documento inviato al Parlamento europeo. Il documento arriva prima del voto di Strasburgo sull’inchiesta sui sistemi di sorveglianza di massa, tra cui appunto quello della Nsa, e sulla privacy dei cittadini.

Marta Serafini sul Corriere della Sera riporta le parole di Claude Moraes, del gruppo S&D:

«La settimana prossima a Strasburgo ci sarà il voto sull’inchiesta del Parlamento Europeo, che è il risultato di mesi di lavoro e di audizioni (e di una visita a Washington. Questa testimonianza di Snowden evidenzia chiaramente la necessità di rivedere i nostri accordi con gli USA sullo scambio di informazioni e rafforzare le norme europee sulla protezione della privacy dei cittadini europei. Le attuali norme risalgono al 1995, quando gli utenti di internet erano solamente l’1%. La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del PE ha già varato un importante pacchetto di nuove regole, che mercoledì saranno votate in plenaria a Strasburgo. Il rischio è che la loro entrata in vigore possa essere ulteriormente stoppata da parte della maggioranza del PPE che é intenzionata a respingerle se il PE dovesse confermare la richiesta di sospensione dell’accordo SWIFT per lo scambio di dati bancari con Washington»”.

Nel documento inviato al Parlamento europeo, Snowden punta il dito contro gli Usa:

“«A dispetto delle incredibili intrusioni dell’NSA e del governi europei nelle comunicazioni proivate, è stato permesso al kamikaze Umar Farouk Abdulmutallab di viaggiare a bordo di un aereo dall’Europa agli Usa nel 2009. Le 290 persone a bordo non si sono salvate per la sorveglianza di massa. In compenso, Prism è stato usato per intercettare i ministri di altri governi. Stesso discorso per l’attentato alla maratona di Boston. Ho lavorato per la Cia, la Nsa e la Dia (Defense Intelligence Agency). Amo il mio paese. E ho rischiato la vita per dire la verità»”.

Snowden nel documento porta poi esempi di quanto accaduto:

“«La Germania è stata convinta a modificare la legge del G.-10 per placare l’Nsa ed erodere i diritti dei cittadini tedeschi. Molti paesi hanno ricevuto istruzioni direttamente dall’Nsa»”.

E affronta anche la questione dell’asilo politico:

“«Aiutatemi continuando a difendere i diritti delle persone. Per quanto riguarda l’asilo ho chiesto aiuto a vari paesi europei (tra cui anche l’Italia, ndr) ma secondo quanto mi è stato riferito da molti parlamentari europei gli Usa non “hanno permesso” ai partner europei di darmi asilo»”.

Washington intanto si difende e parla di danni per miliardi di dollari causati dalle rivelazioni di Snowden:

“Secondo il generale Martin Dempsey, la «gran parte» dei documenti presi dall’ex dipendente della National Security Agency (Nsa) sono collegati alle operazioni dei militari. Dallo scorso anno altri organi hanno pubblicato decise di storie basate sui documenti di intelligence trapelati. Il generale Dempsey ha detto ieri davanti ad una commissione della Camera che è stata istituita una task force per indagare la portata delle rivelazioni di Snowden e i modi per superarla”.

Dempsey ha così aggiunto:

“«Stiamo lavorando a questo proposito e sulle informazioni che ha fatto filtrare. La maggior parte dei documenti sono legati alle nostre operazioni militari, tattiche, tecniche e procedure». Secondo il generale, «la portata di questa sfida» indica che ci vorranno due anni alla task force per venirne a capo. «Credo che ci vorranno miliardi di dollari per superare la perdita di sicurezza che abbiamo subito»”.

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