Gaza, salta la tregua di mezzanotte. Hamas: “Per colpa di Israele”

Pubblicato il 20 Novembre 2012 17:39 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2012 23:10
Gaza, fonti egiziano annunciano tregua da stasera. Ma Israele: “La palla è ancora in gioco” (Lapresse)

IL CAIRO – Non ci sarà la tregua, almeno non martedì sera. Dall’Egitto, infatti, dopo gli annunci ottimisti del primo pomeriggio arriva la doccia fredda: “Nessun annuncio di cessate il fuoco”. La notizia arriva dalla Cnn e smentisce quella di un’imminente tregua tra Israele e e le fazioni radicali palestinesi a Gaza: dalla mezzanotte locale, le 23 ora italiana, “l’aggressione finirà” annunciano vittoriose alcune fonti egiziane, citando Hamas.

La Cnn parla di notizie contrastanti sulla possibilità di un ‘calming down’, un rallentamento delle ostilità,  che – secondo una fonte palestinese – doveva essere annunciata stasera al Cairo alle 9 ora locale. La stessa fonte, quindi, ha spiegato come un ‘calming down’ potrebbe fermare le violenze, ma non è la stessa cosa di un cessate il fuoco o di una tregua.

La conferma che non ci sarà tregua formale, nella serata di martedì, arriva da Hamas:  ”La tregua a Gaza slitta a causa di Israele, dobbiamo aspettiamo fino a domani”. Ezzat al-Rishq, uno dei dirigenti di Hamas ha riferito che gli sforzi egiziani per una tregua con Israele sono al momento congelati perché ”Israele non ha ancora dato una risposta alle proposte”, indicando che non ci sarà alcun cessate il fuoco formale fino a domani mattina presto. La stessa fonte, in un’intervista telefonica con la Reuters, ha poi aggiunto che ”in serata (di martedì, ndr) non ci sarà nessuna conferenza stampa (del gruppo, ndr) e che dovremo aspettare fino a domani”.

Hillary Clinton, intanto, in missione a Gerusalemme ha affermato che gli Usa lavoreranno con Israele e Egitto per giungere a un tregua a Gaza ”nei prossimi giorni”, ribadendo al contempo al premier Benyamin Netanyahu che l’impegno di Washington per la sicurezza d’Israele ”è solido come una roccia e incrollabile”. Secondo Clinton nella ricerca di una soluzione al conflitto in corso a Gaza, ”l’obiettivo deve essere una soluzione duratura che promuova la stabilità regionale”.

 

Già stamattina dal governo di Israele avevano fatto sapere che l’offensiva di terra è stata momentaneamente sospesa, ma altri cinque palestinesi sono morti nei raid israeliani di martedì. La battaglia missilistica non si ferma e a Gerusalemme suonano ancora le sirene d’allarme.

Ancora altissima la tensione a Gaza dove un plotone di esecuzione di Hamas ha passato per le armi sette palestinesi sospettati di “tradimento”. Un proiettile di mortaio sparato dalla Striscia è poi esploso in un kibbutz israeliano.

Sempre martedì 20 novembre è giunta a Gerusalemme il segretario di Stato americano Hillary Clinton, in missione anche a Ramallah (capitale della Cisgiordania governata da Mahmoud Abbas-Abu Mazen) e al Cairo. La Casa Bianca però ha subito preso le distanze e ci ha tenuto a precisare che non è stato il presidente ad inviare la Clinton dal momento che Israele, secondo Obama, ha il diritto di prendere le proprie decisioni per la propria sicurezza.

A Tel Aviv un uomo ha attaccato l’ambasciata americana, ferendo una guardia armato di un’ascia e un coltello.