Israele vuole allagare i tunnel di Hamas? Intanto bombarda anche il sud di Gaza. Onu: “Situazione apocalittica”

Israele ha montato cinque pompe che possono attingere acqua dal Mar Mediterraneo spostando migliaia di metri cubi d'acqua all'ora nei tunnel che vengono allagati in poche settimane

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 5 Dicembre 2023 - 11:07
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Corpi senza vita a Gaza (Ansa)

Allagare i tunnel sotterranei di Hamas presenti nella Striscia di Gaza con acqua prelevata dal mare. Israele sta valutando se farlo e meno e nel frattempo ha assemblato “un sistema di grandi pompe”. A svelarlo è un rapporto del Wall Street Journal che cita funzionari americani.

Allagare i tunnel di Hamas con acqua di mare, Israele sta valutando se farlo

Il quotidiano Usa afferma che la tattica israeliana “potrebbe distruggere i tunnel e scacciare i combattenti dai loro rifugi sotterranei, ma anche minacciare l’approvvigionamento idrico di Gaza“. Secondo il rapporto, le Forze di difesa israeliane (Idf) “hanno finito di assemblare grandi pompe per l’acqua di mare a circa un miglio a nord del campo profughi di Al-Shati intorno alla metà del mese scorso. Ognuna delle almeno cinque pompe può attingere acqua dal Mar Mediterraneo e spostare migliaia di metri cubi d’acqua all’ora nei tunnel, allagandoli in poche settimane”. Il Wall Street Journal afferma inoltre che Israele ha presentato il piano agli Stati Uniti il mese scorso, avviando una discussione sulla sua fattibilità e sul suo impatto ambientale. Secondo il rapporto, i funzionari statunitensi ritengono che Israele non abbia preso la decisione definitiva di andare avanti né avrebbe escluso il progetto.

Israele bombarda anche il sud di Gaza: per l’Onu la situazione è “apocalittica”

Nel frattempo Israele ha allargato il campo di azione bombardando anche il sud della Striscia, là dove sono scappati gli abitanti della parte nord ormai ridotta ad un cumulo di macerie. Secondo il sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari, Martin Griffiths, la situazione nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra è ormai “apocalittica”. I civili sono costretti a fare “una scelta impossibile dopo l’altra” in un territorio dove “nessuno luogo è sicuro” e “nessuno è al sicuro”.

Griffiths lo scrive su X. Aggiungendo: “Ogni volta che pensiamo che le cose non possano diventare più apocalittiche a Gaza, lo diventano. Alle persone viene ordinato di spostarsi di nuovo, con poco con cui sopravvivere, costrette a fare una scelta impossibile dopo l’altra”.

Allagare i tunnel di Hamas? Si forse. E intanto “nessun luogo è sicuro a Gaza” 

“Nessun luogo sicuro è sicuro a Gaza. Né gli ospedali, né i rifugi, né i campi profughi – prosegue l’alto funzionario delle Nazioni Unite -. Nessuno è al sicuro. Né i bambini, né gli operatori sanitari, né gli (operatori) umanitari”. “Tale palese disprezzo per l’umanità fondamentale deve finire – conclude Griffiths -. I combattimenti devono cessare”.

Israele: “Due civili morti per ogni combattente di Hamas ucciso” 

E Israele fa i suoi macabri conteggi. Circa due civili sono rimasti uccisi per ogni combattente di Hamas ucciso nella Striscia di Gaza. A dirlo ieri sera sono stati alti funzionari militari israeliani parlando in condizione di anonimato. “Non sto dicendo che non sia male che abbiamo un rapporto di due a uno”, ha detto uno dei funzionari in conferenza stampa. Il funzionario ha aggiunto che l’uso degli scudi umani fa parte della “strategia di base” del movimento islamista palestinese.

“C’è da sperare che questo rapporto sarà molto più basso nella prossima fase della guerra”, ha aggiunto. Interrogato sulle notizie secondo cui 5.000 combattenti di Hamas sarebbero stati uccisi, uno degli alti funzionari ha detto: “Le cifre sono più o meno accurate”.

L’esercito israeliano sta implementando software di mappatura ad alta tecnologia per cercare di ridurre il numero di morti tra i non combattenti, hanno detto i funzionari. Il sistema integra segnali di telefoni cellulari, sorveglianza aerea e intelligenza artificiale per mantenere una mappa costantemente aggiornata che mostra le concentrazioni di popolazione su tutto il territorio.

“Nel sud, poiché abbiamo quasi raddoppiato la popolazione, le operazioni sono molto più precise”, ha detto uno dei funzionari. “Ci stiamo prendendo molto più tempo per assicurarci che i nostri sforzi per allertare i civili siano efficaci”.