Lifeline: “Rifiutati da Olanda, Germania e Spagna. Chiediamo un porto alla Francia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 giugno 2018 13:16 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 13:41
Lifeline: "Rifiutati da Olanda, Germania e Spagna. Chiediamo un porto alla Francia"

Lifeline: “Rifiutati da Olanda, Germania e Spagna. Chiediamo un porto alla Francia” (Foto Ansa)

ROMA – Ormai da quattro giorni la nave Lifeline della omonima ong tedesca, battente bandiera olandese, attende di conoscere il porto a cui può attraccare, dopo il rifiuto di Germania, Paesi Bassi, Italia e Spagna. E adesso aspetta la risposta dalla Francia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A bordo, 239 migranti salvati dalle acque libiche la mattina del 21 giugno e diventati subito oggetto di polemica ogni giorno di più accesa, con toni al calor bianco tra diversi Paesi comunitari, Italia e Malta.

La Lifeline,a bordo della quale ci sono anche 14 donne e quattro bambini, si trova ancora in acque Sar (Search and rescue, Ricerca e soccorso) di Malta e attende istruzioni. “Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia… oggi chiederemo alla Francia di accoglierci”, ha detto Axel Steier, rappresentante dell’ong Lifeline che noleggia la nave. “Se non abbiamo risposta – ha detto Steier – lasceremo Malta per andare verso il nord… Spagna o Francia”.

Dopo il rifiuto all’attracco da parte dell’Italia e di Malta, infatti, gli operatori umanitari hanno scritto una lettera al governo spagnolo, ma ancora non è arrivata risposta, nonostante sabato il premier Pedro Sanchez abbia accusato l’Italia di essere egoista e anti-europea.

Steier ha spiegato che nella lettera si ringraziava la Spagna come “unico Stato europeo” che si è assunto la responsabilità in questa crisi umanitaria e lo ha coinvolto nella speranza che “possa aiutare a trovare una soluzione umanitaria a questa situazione urgente per portare queste persone in un luogo sicuro”.

Solo che la Lifeline, di piccole dimensioni, sostiene di non poter raggiungere la Spagna in sicurezza come fatto in precedenza dalla Aquarius. Dunque dovrebbe essere organizzato un trasbordo. Ma Madrid si è tirata fuori: “La Spagna ha una “visione umanitaria molto rispettosa dei diritti umani e molto in sintonia con la situazione difficile di determinate popolazioni”, ma “altra cosa è che noi diventiamo l’organizzazione del Soccorso Marittimo di tutta Europa”, ha chiarito il ministro dello Sviluppo economico spagnolo, Josè Luis Abalos.

Così Lifeline si è rivolta alla Francia, il cui presidente, Emmanuel Macron, nei giorni scorsi se l’era presa con l’Italia per aver rifiutato un porto ad Aquarius. In attesa di una riposta il suo carico di 239 migranti è ancora in balia del Mediterraneo.