Maledizione sui Navy Seal che uccisero Bin Laden: Team 6 decimato, vivi 2 su 25

Pubblicato il 2 Aprile 2013 11:52 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2013 14:00
Maledizione dei Navy Seal che uccisero Bin Laden: Team 6 decimato, morto Shadle

Maledizione dei Navy Seal che uccisero Bin Laden: Team 6 decimato, morto Brett David Shadle

ROMA – Solo 2 dei 25 Navy Seal che uccisero Osama Bin Laden nel 2011 sono ancora vivi. Una maledizione quella che sembra aver colpito i super soldati americani del “Team Six”, morti in incidenti e circostanze sospette, scrive Repubblica. L’ultima vittima della “maledizione”  è stata Brett David Shadle, 31 anni, morto durante un’esercitazione in Arizona. Per Shadle è stato fatale lo scontro in aria con il paracadute con un altro Navy Seal, di cui non è stato diffuso il nome e che è attualmente ricoverato in ospedale in condizioni stabili.

Shadle, sposato con due figli, è stato dichiarato morto appena giunto all’Arizona Medical Center. Le forze armate stanno indagando sull’incidente, avvenuto durante ”un’esercitazione di routine”. Shadle si era arruolato in marina nel luglio del 2000. L’anno successivo ha completato l’addestramento previsto per i Navy Seal e nel 2002 gli fu assegnata la prima missione. Secondo indiscrezioni, nella sua carriera militare sarebbe stato sia in Afghanistan sia in Iraq.

Con la morte di Shadle, il bilancio delle perdite del “Team Six” salirebbe a 23 su un totale di 25 componenti: 22 infatti sono stati uccisi due anni fa quando l’elicottero che li trasportava in Afghanistan è stato abbattuto, in quello che è stato il giorno più sanguinoso per gli Stati Uniti nella decennale guerra nel Paese asiatico.

L’uccisione di Bin Laden al compound di Abbottabad li ha però portati alla ribalta, anche se già prima si erano occupati di alcune delle maggiori missioni americane, dando la caccia ai criminali in Bosnia e partecipando a operazioni per liberare gli ostaggi, come l’azione contro i pirati somali nel 2009.

Una vera e propria maledizione, scrive Zucconi su Repubblica:

“I 22 Seals uccisi nella caduta dell’elicottero Chinook in Afghanistan, per guasto meccanico o per un razzo lanciato dai Taliban, sapevano bene, come i sovietici trenta anni or sono, che volare a bassa quota su elicotteri nella valli afgane sballottate da correnti ed esposti a lanciarazzi è ad altissimo rischio. Tutti facevano parte di quella «Squadra 6» creata negli anni della Guerra Fredda con un falso numero, quel «6», appiccicato per far credere proprio all’intelligence russa che ce ne fossero almeno altri cinque. Che non c’erano. Se una maledizione della mummia, come volevano le leggende egiziane, o in questo caso del corpo di Osama gettato sul fondo dell’Oceano Indiano dal ponte della portaerei Vinson, esiste, questa sembra colpire, più che i corpi, la memoria e la vita dei circa 30 giustizieri fantasma — la cifra vera è, come tutto quello che riguarda i Seals, segreta — che fecero irruzione nell’ultimo rifugio del fondatore di Al Qaeda”.