Russia. Nemtsov: l’auto, la pistola Makarov, lo spazzaneve, la fidanzata ucraina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2015 10:05 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 11:16
Russia. Nemtsov: l'auto, la pistola Markov, lo spazzaneve, la fidanzata ucraina

Russia. Nemtsov: l’auto, la pistola Markov, lo spazzaneve, la fidanzata ucraina

ROMA – Russia. Nemtsov: l’auto, la pistola Makarov, lo spazzaneve, la fidanzata ucraina. Per ora ci sono le riprese di una delle tante telecamere piazzate sul ponte sulla Moscova a documentare il momento dell’agguato e dei 4 colpi di pistola alla schiena di Boris Nemtsov, il leader dell’opposizione in Russia assassinato alle 23 e 31 di venerdì scorso. Telecamere risultate poi tutte, ad eccezione di quella dell’emittente TvCentre, spente perché in riparazione, nonostante il ponte, a un passo dal Cremlino, sia uno dei luoghi più sorvegliati di Mosca.

Uno spazzaneve affianca Boris e la fidanzata ucraina Anna proprio quando il killer, saltato giù da un parapett,o si avvia verso il bersaglio. Un’auto, una Lada grigio-argento con targa dell’Ossezia del Nord, si porta via nella notte il sicario, un uomo alto circa un metro e settanta, capelli corti scuri, jeans e pullover marrone. Con l’aiuto della ricostruzione di Maria Serena Natale del Corriere della Sera mettiamo in fila i pochi punti fermi e le tante ombre sul movente del delitto.

Anna Duritskaya, la fidanzata ucraina. Ex top model di 23 anni, Anna è l’ultima fidanzata di Nemtsov che è ancora sposato con Raissa ma condce una vita sentimentale piuttosto complicata. Anna, che è ucraina, è stata interrogata per ore dalla Polizia e nello stesso tempo fatta oggetto delle accuse dei giornali russi: “spia di Kiev”, “informatrice dei sicari” viene definita nei titoli anche perché uscita illesa dall’attentato.

Da un punto di vista della propaganda serve a confortare l’ipotesi di un complotto ucraino per far ricadere la colpa su Putin. E’ la versione più in linea con quella del governo che teorizza il principio della “vittima sacrificale”, un leader come bersaglio da utilizzare come capro espiatorio con il fine di vestire Putin dei panni del mandante di assassinii politici.

La pistola Makarov. Si vede chiaramente nel video il tipo di pistola utilizzata: una vecchia Makarov, un’arma in dotazione nelle forze dell’ordine russe e nei servizi segreti. In qualche modo, la firma su un omicidio politico.

L’auto. La Lada in un primo tempo era stata associata a una targa dell’Inguscezia: per questo si era parlato di una pista riferibile al fondamentalismo islamico, vista anche la durezza con cui Nemtsov aveva attaccato il barbaro attentato a Parigi con la strage dei giornalisti di Charlie Hebdo. E’ stato poi precisato che la targa era dell’Ossezia.

Gli investigatori russi puntano sull’Ucraina. Fonti anonime della polizia citate dalle agenzie di stampa parlano di «elementi radicali» appartenenti all’estrema destra di Kiev che non avrebbero gradito le rivelazioni annunciate da Nemtsov sul coinvolgimento delle truppe di Mosca nel conflitto del Donbass. Si cavalca la linea del complotto per destabilizzare il Paese già alle prese con una grave crisi economica e per accrescere «l’isterismo antirusso all’estero». La Pravda indica come mandante la Cia e tra i possibili esecutori «l’MI6 (l’agenzia britannica di spionaggio estero), il Mossad, i sauditi». (Maria Serena Natale, Corriere della Sera)