Trump immune. Per decreto del presidente, non c’è tampone negativo

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 12 Ottobre 2020 10:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2020 10:25
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Trump immune. Per decreto del presidente, non c’è tampone negativo (foto ANSA)

Immune per decreto presidenziale. Donald Trump riprende, dopo la diagnosi e il ricovero per Covid-19, incontri ed eventi. “Non è più contagioso”, assicura il medico curante. Ma di tamponi negativi non c’è traccia.

Annunciata la propria positività il 2 ottobre, 8 giorni dopo, il 10 ottobre, il presidente americano Trump ha ripreso la sua vita normale.

Sabato la sua prima apparizione pubblica, alla Casa Bianca, con una piccola folla di sostenitori quasi tutti senza mascherina.

E in agenda incontri e soprattutto eventi politici perché c’è una campagna elettorale da fare – si vota tra 3 settimane – e, stando ai sondaggi, uno svantaggio in doppia cifra da recuperare.

Guarigione veloce e completa grazie alle migliori cure possibili e nonostante il profilo di Trump: ultrasessantacinquenne e sovrappeso.

Una buona notizia per ‘The Donald’ tornato alla vita pubblica, con la moglie Melania (contagiata anche lei) ancora in silenzio.

Una guarigione che invece di essere certificata dalla scienza lo è dalla volontà politica.

Il presidente Donald Trump “non è più considerato contagioso”, ha detto, sabato, il medico della Casa Bianca Sean P. Conley.

Conley, che ha condiviso informazioni mediche “con il permesso del paziente”, non ha aggiunto molto di più, e non ha reso noto se esista un tampone del presidente con esito negativo o meno.

Anche se le parole scelte fanno propendere per un no.

“Sono felice di comunicarvi”, ha scritto in un comunicato che non ha lasciato spazio alle domande dei giornalisti, “che non solo il presidente incontra i criteri diagnostici previsti per cessare l’isolamento in sicurezza.

Ma il test molecolare pcr di stamattina dimostra anche che, secondo gli standard correnti, non è più considerato a rischio di trasmetterlo agli altri”.

Le precedenti notizie mediche – sempre fornite da Conley – risalivano a giovedì 8 ottobre: il presidente potrà tornare in pubblico, aveva detto, entro sabato. E così è stato.

Donald positivo, da quando?

Negli Stati Uniti, secondo le linee guida stabilite dal Center for Disease Prevention and Control, un paziente di Covid-19 smette di essere contagioso dopo 10 giorni dalla comparsa dei primi sintomi.

Donald Trump ha annunciato l’esito positivo del tampone il 2 ottobre, ma non ha reso noto quando ha mostrato i primi sintomi del Covid.

Anche su questo c’è stata, da parte dei medici della Casa Bianca, poca trasparenza.

Non è stata resa pubblico, ad esempio, la data dell’ultimo tampone risultato negativo, lasciando aperta la possibilità che fosse già positivo sul palco del dibattito di Cleveland che il 29 settembre ha condiviso con Joe Biden.

O ai due eventi di raccolta fondi a cui ha partecipato ancora il 1 ottobre, quando già sapeva, come minimo, che la sua stretta collaboratrice Hope Hicks era stata infettata.

In ogni caso, non è chiaro quando abbia manifestato i primi sintomi. Il 1 ottobre, hanno rivelato alla stampa alcuni suoi collaboratori, lamentava “mal di testa” e “affaticamento”.

Bastava poco, in fondo, e ci ha pensato il miliardario presidente americano a trovare finalmente la soluzione per il Coronavirus.

Nessun vaccino e nemmeno distanziamento e mascherine, per battere l’infido virus basta la volontà, al massimo un decreto. Si guarisce non si è più contagiosi e si può riprendere la vita normale.

Almeno nel suo caso sembra aver funzionato.