Turchia, sindacati proclamano sciopero. Il governo: “E’ illegale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 12:32 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 12:33
Turchia, sindacati proclamano sciopero. Il governo: "E' illegale"

(Foto Lapresse)

ISTANBUL – Turchia, i sindacati proclamano lo sciopero e il governo lo dichiara illegale e annuncia che le forze dell’ordine “non lo consentiranno”. Continua così il braccio di ferro tra il premier Recep Tayyip Erdogan e chi vuole una Turchia meno improntata all’Islamismo. Perché ormai ad opporsi non sono più solo i manifestanti contrari alll’abbattimento dei 600 alberi di Gezi Park per far spazio ad un centro commerciale.

La dimostrazione di quanto ormai sia ampia la protesta si avrà oggi, lunedì 17 giugno. Dipendenti pubblici, ingegneri, architetti, medici e dentisti andranno al lavoro, ma per dichiarare la propria contrarietà alle azioni del governo e poi incroceranno le braccia. Lo sciopero è stato indetto da due grandi sindacati Disk e Kesk, e ha avuto l’adesione anche di quello dei medici (Ttb), dei dentisti (Tdhb) e degli architetti.

Netto il ministro degli Interni turco, Muammer Guler. Per lui “c’è la volontà di far scendere la gente in piazza con azioni illegali come uno sciopero e un’astensione dal lavoro. Chiedo ai dipendenti pubblici di non partecipare ad azioni illegali”.

ARRESTI A ISTANBUL E ANKARA – Intanto cresce il numero degli arrestati: durante gli incidenti di domenica a Istanbul e Ankara sono state fermate dalla polizia circa 600 persone, secondo gli avvocati turchi. In tutto ad Istanbul sarebbero almeno 460 i manifestanti arrestati, ad Ankara fra 100 e 130. Tra i fermati c’è anche il fotografo italiano Daniele Stefanini, di 28 anni. Era ad Istanbul, stava riprendendo gli scontri in piazza Taksim, quando è stato preso a manganellate da alcuni agenti, che poi l’hanno portato in questura.

Ad Ankara, invece, la polizia ha usato contro i manifestanti getti d’acqua con peperoncino, il gas d’Oc della Jenix, che ad alcuni dei colpiti ha provocato ustioni alla pelle. Le autorità hanno negato, ma gli attivisti italiani di Global Project hanno fotografato le taniche di liquidi urticanti.